QUESTION TIME (2): LIGNANI (FD'I) INTERROGA SULLA MOSTRA DI STEVE MCCURRY A CITTÀ DI CASTELLO – L'ASSESSORE BRACCO ILLUSTRA COSTI, MATERIALE ESPOSTO E QUOTA DESTINATA AL RESTAURO DI UN RAFFAELLO

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17 Giu 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 17 giugno 2014 - Nella seduta dell'Assemblea legislativa dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) ha illustrato l'atto ispettivo riferito alla “presenza di fotografie di Steve McCurry nella pinacoteca di Città di Castello e alla correlazione delle opere esposte all'incarico a suo tempo ricevuto dall'artista per la mostra denominata 'Sensational Umbria'”. Nell'atto ispettivo, Lignani Marchesani domanda “se le foto di Steve McCurry siano o meno provenienti dall'incarico da lui ricevuto in relazione alla mostra "Sensational Umbria" (al costo di 150 mila euro) oppure se siano correlate al nuovo incarico attribuitogli nel maggio scorso, o ancora se siano state ulteriormente commissionate in modo specifico per l'iniziativa tifernate”. Il consigliere di opposizione evidenzia che presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello, è stata inaugurata la mostra denominata "ReimmaginaRe Fotografia", al cui interno è presente una sezione contenente opere di Steve McCurry aventi le stesse specifiche di quelle realizzate per 'Sensational Umbria'”. A proposito di questa mostra, Lignani Marchesani evidenzia che “nelle circa 100 opere esposte, come soggetto fotografico, mancano o comunque sono presenti in modo secondario alcune città umbre che, per grandezza e importanza, meritano invece di essere considerate”. E aggiunge che “con deliberazione di Giunta del 12 maggio 2014 (in cui si fa esplicito riferimento alla Festa dei Ceri di Gubbio o ad altre manifestazioni umbre di particolare valenza turistica che si svolgono nel periodo autunnale) è stato commissionato a McCurry un ulteriore reportage fotografico tra i 25 ed i 45 scatti per un importo di circa 70 mila euro. Andrebbe infine spiegato quale parte del suo onorario McCurry ha deciso di destinare al restauro di un'opera di Raffaello”.

All'interrogazione ha riposto l'assessore regionale alla cultura, Fabrizio Bracco, mettendo in luce che “nella limonaia antistante la pinacoteca sono esposte 12 foto di McCurry, che fanno parte delle 100 foto che sono state realizzate a seguito del contratto dell'aprile 2012. La mostra è stata fatta sulla base di una pianificazione promozionale mirata a far conoscere nel territorio dei vari comuni (Foligno, Perugia, Assisi, Orvieto, Terni, Città di Castello, Bevagna) le opere del fotografo. Si tratta di un modo per far conoscere l'Umbria di McCurry, che presentiamo in varie parti del mondo attraverso questi scatti. La mostra di Città di Castello è anche un richiamo per la mostra ora aperta a Perugia, che ha avuto circa 16mila visitatori, con la prima edizione del catalogo che sta per essere esaurita. Il nuovo incarico per il fotografo è partito nel maggio scorso, dalla Festa dei Ceri, che rappresentano il simbolo della Regione. Avremo così altri 45 scatti per continuare a promuovere l'Umbria nel mondo. La prima campagna è costata 150 mila euro per 100 foto. La nuova campagna costa 70 mila euro per 45 immagini. Il fotografo ne propone all'assessorato migliaia e un gruppo di lavoro decide quali scegliere. I fondi che McCurry ha deciso di devolvere al restauro di un Raffaello, riguardano i diritti sul catalogo e sulla mostra di Palazzo Penna, dove sono esposte anche opere inedite. Alla fine della mostra vedremo quale somma potrà essere utilizzata per restaurare la cappella di S.Severo a Perugia, dato che l'opera presente a Città di Castello è già stato restaurata di recente”.

Lignani Marchesani si è detto “soddisfatto per l'ampiezza dell'informativa ricevuta ma non soddisfatto per i contenuti: il buon McCurry rinuncia, devolvendoli al restauro, a una parte supplementare rispetto ai 220.000 euro. Il minimo che potesse fare, dopo che l’Umbria ha dato a lui quello che poteva dare invece a un concorso per giovani fotografi che potevano altrettanto bene promuovere le nostre immagini nel mondo. Ci sono però altre ombre in questa storia: non solamente l’esoso compenso di McCurry. Ci sono le questioni inerenti il catalogo e il gruppo di lavoro, che spero non venga retribuito. Vorrei infine capire quali sono i costi legati al catalogo e le modalità del suo affidamento, dato che in tutta l’Umbria nella cultura ci sono gestioni di tipo familistico, soprattutto quando vengono assegnate queste opere di catalogazione e di produzione tipografica”. MP/

Ultimo aggiornamento: 17/06/2014