QUESTION TIME (2): “DANNI INDIRETTI POST-SISMA: NECESSITÀ DI PROVVIDENZE STRUTTURALI” - A LIBERATI E CARBONARI (M5S) RISPONDE ASSESSORE PAPARELLI “DOPO 24 AGOSTO ATTIVATI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA”
28 Feb 2017 12:30
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(Acs) Perugia, 28 febbraio 2017 - Durante la seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, nella sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, il capogruppo Andrea Liberati ha illustrato l'atto ispettivo del Movimento 5 Stelle (Liberati e Carbonari) relativo alla necessità di prevedere provvidenze a sostegno di operatori turistici, artigiani, commercianti, servizi e industrie in sofferenza a causa dei danni indiretti del sisma. Liberati ha spiegato che “ci sono numerose aziende in difficoltà, a cominciare da quelle turistico-ricettive, ma lo spettro si può tranquillamente allargare a tante imprese artigiane, commerciali, ad alcune industriali e al mondo dei servizi, dei professionisti. Rispetto al tema del danno indiretto non ci sono ancora riscontri da parte del Governo e della Giunta. La presidente Catiuscia Marini, sul Sole 24 Ore, ha affermato che si potrebbero riconoscere le stesse provvidenza post 1997-98, cioè il 20 per cento del differenziale tra il fatturato di questo anno dell’anno scorso e di quelli precedenti. Noi riteniamo che questo non corrisponda alla perdita reale subita. C'è il rischio quindi di tante espulsioni dal mondo del lavoro e tante imprese in crisi hanno già fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Queste imprese non devono morire, per salvarle servono risorse strutturali che garantiscano l’attraversamento di questa tempesta, ma anche la successiva ripartenza”.
Risposta assessore Fabio Paparelli: “Dopo il sisma del 24 agosto la Regione ha attivato gli ammortizzatori sociali in deroga. Sono giunte richieste di attivazione per 485 imprese e 600 lavoratori impegnando 6 milioni su questo fronte. Le domande potevano essere presentate entro il 31 dicembre e fruibili entro il 30 aprile 2017. Abbiamo servito i lavoratori stagionali, con contratto a tempo determinato, i precari, chi aveva esaurito la Cico e la Cigs, tutti i lavoratori senza anzianità aziendale di dodici mesi. Tutto ciò in virtù del fatto che ci era stato concesso di derogare per il 50 per cento. Ora, nel nuovo decreto emanato è prevista la possibilità della cassa e dell’estensione della cassa integrazione per tutto il 2017, limitatamente alle imprese che operano nei Comuni del cratere. Si tratta di un dato positivo. Abbiamo chiesto alle Commissioni parlamentari, in sede di audizione: l’estensione della cassa integrazione in deroga per gli stagionali, per i lavoratori del commercio, artigianato e turismo con riferimento a tutto il territorio regionale, a tutte le province dove insistono i comuni del cratere, che per quanto ci riguarda rappresentano l’intera regione,proprio per indirizzare l’efficacia del provvedimento. Il decreto prevede anche l’estensione di 5mila euro anche per le imprese inagibili, cioè quelle che non fatturano, non emettono scontrini anche nel 2017. E questo è un altro dato positivo. Il fondo di dotazione che il Governo ci ha messo a disposizione è sufficientemente ampio: 135milioni di euro, potremmo chiedere in corso d’opera la possibilità di estendere per altri quattro mesi, quindi passare da 5 a 10 mila euro. Il terzo elemento è quello più comunemente individuato come danno indiretto. Qui occorre fare una precisazione: non solo ci troviamo di fronte a un sisma che ha caratteristiche inedite (quattro terremoti in pochi mesi non esistono nella storia del nostro Paese), ma non esiste come neanche, come erroneamente viene riportato, un tema del danno indiretto. L’unico terremoto in cui fu riconosciuto il danno indiretto fu quello post 1997, ma era limitato alle imprese che risiedevano nei Comuni del cratere, mentre qui stiamo parlando di un’altra cosa: stiamo chiedendo al Governo uno sforzo che vada oltre le imprese presenti nei Comuni del cratere. Quindi terzo elemento è quello di produrre, in sede di conversione del decreto, una proposta che, utilizzando alcuni criteri del '97, riconosca il danno indiretto: delimitandolo in maniera territoriale, cioè solo alle province dove insistono i Comuni all'interno dei crateri, quindi limitato al codice Ateco, relativi alle imprese turistiche, del commercio e dell’artigianato legate al turismo. Se riusciamo a selezionare gli interventi forse abbiamo la possibilità di riuscire su questo versante, se invece tutti pensano di mettere dentro di tutto, ci vorrebbe un’altra finanziaria”.
Nella replica, Liberati ha detto di non mettere in discussione “la buona volontà dell'assessore, ma se rimaniamo vincolati alle sole imprese legate, anche commerciali e artigianali, al settore turistico, ne resteranno escluse moltissime. I nostri centri storici sono vuoti anche al di fuori del cratere. Occorrono erogazioni strutturali, non assistenziali, celeri e concrete. È chiaro che qui manca il Governo, manca una politica definita. Nonostante tutti gli impegni e le belle parole mancano i fatti, quelli che costituiscono la discriminante, elemento dirimente tra la politica vera e le chiacchiere”. AS/
