(Acs) Perugia, 22 dicembre 2010 – In una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo dei Priori, il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) ha comunicato la decisione del tribunale di Firenze sulla querela intentata nei suoi confronti dal Comune di Perugia: “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”. Era stato l’allora sindaco Renato Locchi, con il parere unanime della Giunta comunale, a querelare Lignani per i contenuti di un articolo uscito sul quotidiano “La Nazione”, dove il consigliere regionale affermava: “le premesse per rilanciare la Fcu ci sono tutte e per centrarle è necessario seguire il buon senso, invece che gli equilibri politico affaristici che hanno caratterizzato tutta la vicenda del minimetrò”.
Il Comune di Perugia richiedeva il giudizio e la punizione per diffamazione aggravata (in quanto a mezzo stampa e verso un corpo politico amministrativo), ma il Gip del tribunale di Firenze (competente perché il quotidiano “La Nazione” viene stampato in Campi Bisenzio, ndr.) ha emesso il dispositivo del “non luogo a procedere”, al quale si è associato il Pubblico Ministero, accogliendo entrambi le tesi della difesa di Lignani Marchesani, sostenuta dall’avvocato Luciana Veschi del Foro di Perugia (presente in conferenza stampa assieme agli esponenti del Pdl Massimo Monni e Rocco Valentino).
“Sono stato rinviato a giudizio per avere espresso una critica politica – ha spiegato Lignani – e la cosa ancora più grave è che le spese processuali sono a carico dei cittadini di Perugia, poiché l'ex sindaco Locchi ha incaricato l’avvocatura comunale. Ad ogni modo – ha annunciato – non la passerà liscia, né lui né la Giunta di allora, perché agendo in quel modo hanno procurato un danno erariale di cui dovranno rispondere, a meno che non mi chiedano scusa”. PG/pg