QT 9 “Carenza di medici di medicina generale nella USL Umbria 2: 94 zone carenti, di cui 31 nel Distretto di Terni e 16 in quello di Narni-Amelia”
A Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI) ha risposto la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti: “I medici di medicina generale attualmente operanti nell’Azienda Usl 2 dispongono complessivamente di una capacità residua pari a 34.150 scelte ulteriori”
22 Ott 2026 14:18
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(Acs) Perugia, 22 ottobre 2026 – Nella sessione ‘question time’ della seduta consiliare di oggi, i consiglieri di Forza Italia, Laura Pernazza (primo firmatario) e Andrea Romizi hanno interrogato la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti in merito alla “Carenza di medici di medicina generale nella USL Umbria 2: 94 zone carenti, di cui 31 nel Distretto di Terni e 16 in quello di Narni-Amelia”. Hanno chiesto, nel dettaglio, di sapere “quante siano oggi le zone carenti di assistenza primaria sull’intero territorio regionale; quanti cittadini della USL Umbria 2 siano oggi privi di medico di medicina generale, distinti per distretto; quali risorse siano state effettivamente destinate agli incentivi per le zone disagiate e con quali tempi e misure la Giunta intenda coprire le zone carenti, a partire dai Distretti di Terni e di Narni-Amelia”.
Laura Pernazza, illustrando l’atto ha evidenziato che “il medico di medicina generale è il primo punto di accesso al Servizio sanitario regionale e presupposto delle Case della Comunità; l’Accordo collettivo nazionale per la medicina generale (Intesa Stato-Regioni del 4 aprile 2024) affida a Regioni e Aziende l’individuazione delle zone carenti e rimette agli accordi integrativi regionali le misure ulteriori. Dal verbale del Comitato aziendale per la medicina generale della USL Umbria 2, relativo alla seduta dello scorso 15 settembre, risultano 94 zone carenti di assistenza primaria (Terni 31, Foligno 17, Narni-Amelia 16, Spoleto 13, Orvieto 11, Valnerina 6), al netto degli incarichi conferiti dopo la pubblicazione dell’aprile 2026. Risultano inoltre scoperti 13 posti dell’emergenza sanitaria territoriale e 21 incarichi negli istituti penitenziari, di cui 10 presso la Casa circondariale di Terni. I soli Distretti di Terni e di Narni-Amelia concentrano la metà delle zone carenti dell’Azienda. Per la USL Umbria 1, la deliberazione del 4 marzo 2026 ha individuato ulteriori 116 zone carenti: il fenomeno riguarda dunque l’intero territorio regionale. Il programma di governo della Presidente della Giunta regionale prevedeva di definire, ‘attraverso gli accordi integrativi regionali, le modalità adeguate e possibili […] per assicurare nuovi arruolamenti (specie nelle aree marginali)’ dei medici di famiglia. L’interrogazione dell’ottobre 2025, segnalava 167 zone carenti pubblicate a livello regionale a fronte di sole 12 disponibilità; in risposta, la Presidente della Giunta ha annunciato incentivi per le zone disagiate, rinviando la quantificazione delle risorse a una successiva fase della contrattazione”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che: “Il numero dei cittadini e quindi la popolazione residente nel territorio dell’Azienda Usl 2, ad ottobre 2026, gli assistiti ultra 14enni privi di medico convenzionato con l’Azienda sono 8.908 (Valnerina 1.018, Foligno 1.727, Spoleto 1.129, Orvietano 983, Narni-Amelia 1.224, Ternano 2827), ma questo dato non si traduce in una situazione di mancata copertura assistenziale perché comprende soggetti che hanno anche scelto di non effettuare l’iscrizione presso un medico di medicina generale o soggetti domiciliati o assistiti in territori diversi o altri assistiti da pediatri di libera scelta anche se over 14, ma soprattutto occorre considerare che a fronte di 8.908 assistiti senza medico, i medici attualmente operanti nell’Azienda Usl 2 dispongono complessivamente di una capacità residua pari a 34.150 scelte ulteriori, dato che assorbirebbe pienamente il dato degli 8.908 privi attualmente dell’assistenza del medico di famiglia. C’è quindi la presenza di margini di pieno assorbimento della domanda assistenziale già attraverso i medici convenzionati. In relazione alle aree disagiate, l’Azienda Usl 2, pur nella consapevolezza delle criticità che caratterizzano i territori interessati da particolari condizioni di disagio geografico e demografico, maggiormente esposte a fenomeni di carenza di personale medico come ad esempio la Valnerina, continua a promuovere misure finalizzate a favorire l’attrattività. A tal fine, gli interventi previsti dalla Dgr 456 che riconoscono ai medici operanti nelle aree disagiate un incentivo economico del 10 per cento della quota capitaria per assistito, inoltre con la Dgr 586 del 2026, come Giunta abbiamo recepito l’accordo regionale per la medicina generale 2026 che prevede il riconoscimento di un compenso aggiuntivo finalizzato ad incentivare la permanenza nei territori disagiati, nonché la possibilità, da parte delle Aziende, di mettere a disposizione locali di proprietà pubblica per l’apertura di studi medici. Permangono poi, nei limiti delle risorse disponibili, le misure incentivanti finanziate attraverso il fondo per il servizio di continuità assistenziale, previsto nell’ambito dell’accordo di programma quadro dell’area interna Valnerina. Quindi, a fronte di 8.908 assistiti senza un medico convenzionato c’è una capacità di assorbimento di 34.150 scelte da parte dei medici di medicina generale già presenti e per i quali abbiamo messo in campo strumenti incentivanti legati alle zone disagiate.
Laura Pernazza, nella replica, ha evidenziato l’importanza di “tornare sull’argomento visto che i medici di medicina generale sono la prima interfaccia della sanità per ogni cittadino. La loro presenza, soprattutto nei piccoli borghi, nelle aree interne, nelle zone svantaggiate rappresenta l’unico punto di riferimento sanitario. Quindi, la capacità di assorbimento in capo ad altri soggetti andrebbe chiarita sulla sua distribuzione rispetto alle esigenze dei cittadini. Questo anche in considerazione che una buona parte della sanità territoriale come Case di comunità o Ospedali di comunità poggiano proprio sulla figura del medico di medicina generale. È necessario quindi uno sforzo adeguato da parte della Regione per riconoscere l’importanza del ruolo di questa figura”. AS
