QT 8 “Chiarimenti in merito all’adozione di limiti di tempo per le visite mediche”

Ad Andrea Romizi (FI) risponde la presidente Stefania Proietti: “La Giunta regionale è particolarmente impegnata in questo percorso coinvolgendo pienamente i professionisti nell'organizzazione delle attività. Con apposita delibera è stato previsto che gli incrementi dell'offerta vengano fatti dalle Aziende coinvolgendo sia il personale dipendente che gli specialisti ambulatoriali”

Data:

08 Gen 2026 14:21

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(Acs) Perugia, 8 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata sulla “adozione di tempari per le visite mediche”, presentata da Andrea Romizi (FI).

Illustrando l’atto ispettivo, Romizi ha spiegato che “sono pervenute segnalazioni da parte di professionisti della sanità che riferiscono di avere ricevuto indicazione di attenersi a dei tempari, definiti al fine di abbattere le liste di attesa. La durata dello svolgimento delle visite viene decisa dal medico valutando ogni singolo caso. Il numero di prestazioni erogabili per ciascuna ora di attività è demandato sulla base della tipologia e della complessità della prestazione da erogare al paziente, fermo restando che il numero è demandato alla valutazione del professionista. Il Codice deontologico afferma che l’esercizio professionale del medico è fondato su principi di indipendenza, autonomia e libertà e la Legge 219/2017 stabilisce che il tempo di ascolto del paziente è considerato tempo di cura. Il Tar del Lazio, nel 2018, ha dichiarato illegittimo il tempario, bocciando il decreto emanato dalla struttura commissariale della Regione con il quale si contingentavano i tempi per l’esecuzione di esami specialistici e per tac, risonanze magnetiche ed ecografie. Mentre il Tar della Lombardia, nel 2024, ha dichiarato illegittimo l’overbooking delle visite in quanto rischia di incidere negativamente sulla qualità del servizio. Chiedo quindi alla Giunta di chiarire se nelle Aziende sanitarie di Regione Umbria si adotti o sia prevista l’adozione di tempari al fine di ridurre in maniera sostenuta i tempi di visita ai pazienti su indicazione della Regione”.

La presidente Stefania Proietti ha risposto che: “È necessario precisare che l'offerta delle prestazioni sanitarie necessita di attenta programmazione, quindi di definire le modalità organizzative e, nel caso di prestazioni di specialistica ambulatoriale, sia per le visite che per le prestazioni diagnostiche, è necessario definire le agende di prenotazione al fine di definire l'offerta e consentire l'accessibilità al sistema. La costruzione delle agende da sempre in tutti i contesti viene fatta per slot, in modo da poter assegnare gli appuntamenti in un arco temporale definito, ed è evidente che gli slot occupano uno spazio temporale nell'arco di un'agenda di offerta. Ogni agenda è parametrata rispetto alla tipologia di prestazione da prenotare e da erogare e non esiste quindi un passo identico per tutte le prestazioni. Durante l'emergenza Covid i passi delle agende sono stati tutti aumentati per favorire la dispersione e il distanziamento nelle sale di attesa, al fine di evitare la diffusione del virus, pertanto, quando ci fu il Covid, il passo delle agende, e quindi il tempo di erogazione della prestazione, non è stato aumentato per allungare il tempo di cura, ma solo per allargare il tempo di distanziamento. Se così non fosse, vorrebbe dire che indirettamente in epoca pre-Covid la tempistica di erogazione delle prestazioni non garantiva il tempo di cura, e non è così Alla fine dell'emergenza Covid si è impostato un lavoro per il ripristino dei passi delle agende e quindi del tempo delle prestazioni al periodo pre-covid, eliminando il tempo di distanziamento senza in alcun modo intaccare quello di cura, cosa realizzata solo per alcune prestazioni non per tutte in quanto già nella precedente legislazione il ripristino dei tempi pre-Covid è stato visto dalle organizzazioni sindacali e dai professionisti come una emanazione di un tempario deciso dalla Regione e dalle Aziende senza il coinvolgimento dei professionisti. A fronte di tale situazione, nel pieno rispetto della normativa vigente, si è lavorato ad un'analisi delle agende, al fine di verificare per la stessa tipologia di prestazione i passi delle agende e quindi i tempi di erogazione delle prestazioni in tutto il territorio regionale. Da tale analisi è emersa una profonda differenza nella costruzione delle agende con passi anche diversi per la stessa prestazione nelle sedi erogative delle Aziende. Alla luce di tale situazione le Aziende hanno avviato un lavoro interno con le unità operative e con i professionisti per la lettura di tale differenze nei passi delle agende e quindi dei tempi di erogazione delle prestazioni per garantire il tempo di cura appropriato e definire con i professionisti passi che devono avere le agende per specifica prestazione in relazione alle condizioni organizzative degli ambulatori e alla tecnologia. La Giunta regionale è particolarmente impegnata in questo percorso a lavorare con i professionisti, coinvolgendoli pienamente nell'organizzazione delle attività e con apposita delibera è stato previsto che gli incrementi dell'offerta vengano fatti dalle Aziende coinvolgendo sia il personale dipendente che gli specialisti ambulatoriali. Nella redazione del nuovo piano sociosanitario e relativo piano per le liste d'attesa vengono coinvolte le organizzazioni sindacali al fine di definire principi e criteri di regolamentazione complessiva della tematica che contempla i passi dell'agenda per poter definire l'offerta dei sistemi. Ricordo che è stato istituito anche l'osservatorio sulle liste d'attesa, di cui le organizzazioni sindacali fanno parte, e che viene coinvolto all'interno della definizione dei tempari”

Nella replica, Romizi ha sottolineato che “questo coinvolgimento dei professionisti della sanità non viene percepito da tutti. Rispetto alla riduzione dei tempi di visita e sulla contrattazione medica sarà utile approfondire quanto emerge dalla relazione letta dalla Presidente. Sarà importante capire come nel nuovo piano sanitario si intenderà procedere rispetto a questo tema, su cui spesso registriamo legittimamente un resistenza da parte di sindacati, associazioni ed ordini dei medici che mettono in guardia come questo tipo di regimentazione e standardizzazione possano andare a ledere la qualità del servizio offerto. AS/

Ultimo aggiornamento: 08/01/2026