QT 6 “Criticità nell’erogazione della litotrissia nelle strutture pubbliche regionali e conseguente ricorso dei cittadini a prestazioni in regime privato o fuori regione”
A Laura Pernazza (FI) ha risposto la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti: “Cinque litotritori attivi in Umbria, quello di Foligno verrà riattivato il 29 aprile”
23 Apr 2026 13:36
2 minuti, 54 secondi
(Acs) Perugia, 23 aprile 2026 – Nella parte ‘Question time’ della seduta consiliare di oggi, il consigliere Laura Pernazza (FI) ha chiesto chiarimenti rispetto alle “Criticità nell’erogazione della litotrissia nelle strutture pubbliche regionali e conseguente ricorso dei cittadini a prestazioni in regime privato o fuori regione”. Nel dettaglio ha chiesto alla presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti “quale sia, nelle strutture sanitarie pubbliche dell’Umbria, l’attuale situazione relativa all’erogazione della litotrissia, se esistano apparecchiature dedicate non attive, obsolete o non pienamente utilizzate, quali siano le ragioni che determinano il ricorso dei cittadini a prestazioni in regime privato o fuori regione e quali iniziative urgenti la Regione intenda assumere per garantire un’effettiva, tempestiva e adeguata erogazione pubblica di tale prestazione sul territorio regionale”.
Presentando il suo atto in Aula, Pernazza ha spiegato che “la litotrissia rappresenta una prestazione sanitaria di rilevante interesse clinico, indispensabile in numerosi casi per il trattamento di patologie che incidono in modo significativo sulla salute e sulla qualità della vita dei pazienti. Risulta che, in diversi casi, i cittadini umbri incontrino difficoltà nell’accedere a tale prestazione all’interno del servizio sanitario pubblico regionale, con conseguente ricorso a strutture private a pagamento o, talvolta, a strutture fuori regione; tale situazione determina disagi organizzativi ed economici per i pazienti e le loro famiglie e pone un tema di effettiva capacità del servizio sanitario regionale di garantire in modo adeguato e tempestivo una prestazione che dovrebbe rientrare pienamente nell’offerta pubblica. Appare necessario chiarire quale sia l’attuale assetto organizzativo regionale relativo alla litotrissia, anche con riferimento all’eventuale presenza di apparecchiature non attive, obsolete, non utilizzate o comunque non pienamente operative nelle strutture pubbliche umbre. La tutela del diritto alla salute impone che prestazioni sanitarie di tale rilevanza siano rese effettivamente accessibili ai cittadini in condizioni di appropriatezza, prossimità e tempi congrui. È necessario comprendere se le criticità riscontrate derivino da carenze organizzative, da insufficienza di dotazioni tecnologiche, da mancata attivazione o manutenzione delle apparecchiature esistenti oppure da altre ragioni programmatorie o gestionali”.
La presidente Proietti ha risposto: “I litotritori presenti in Regione Umbria sono cinque: tre in strutture pubbliche (ospedali di Perugia, Terni e Foligno, quest’ultima verrà riattivata il 29 aprile) e due in strutture strutture private, accreditate e convenzionate (Casa di Cura Liotti e Porta Sole). I ricoveri in regime ordinario e in regime diurno, dimessi con calcolosi urinaria con complicazioni e/o litotrissia mediante ultrasuoni, nel triennio 2023/25 e primi due mesi 2026, sono stati: ospedale di Perugia (15 nel 2023, 10 nel 2024, 6 nel 2025 e 4 nel 2026); ospedale di Terni (8 nel 2023, 2 nel 2024, 10 nel 2025, zero nel 2026); ospedale di Foligno (1 nel 2024). I numeri importanti si fanno sui day hospital: nel periodo 23-24, ultimo anno per cui si hanno i dati disponibili, non si sono osservati casi di ricovero ordinario fuori regione. Rispetto alle prestazioni ambulatoriali (codici 9851, 9852 e 9853), ecco i numeri del triennio: 3.019 prestazioni nel 2023, 2.413 nel 2024 e 3.808 prestazioni nel 2025, 614 nel primo trimestre del 2026. Questi numeri comprendono il dato di mobilità attiva extra-regionale: 104 prestazioni nel 2023, 63 nel 2024 e 70 nel 2025. La mobilità passiva ambulatoriale, fino al 2024, ultimo anno di cui abbiamo i dati disponibili, ci restituisce solo 5 prestazioni nell'anno 2023 presso la regione Lazio”.
Laura Pernazza ha replicato: “Sono parzialmente soddisfatta della risposta. A fronte di dati definiti confortanti, ci riferiscono che l’apparecchiatura di Foligno rotta era inutilizzata da mesi. Girando per le strutture sanitarie con il consigliere Romizi ci siamo resi conto che molte attrezzature sono obsolete, rotte e non riparate, acquistate e non installate. Strumenti innovativi e moderni che non vengono valorizzati. La mappatura di queste strumentazioni riveste una importanza notevole per il miglioramento dei servizi e l’abbattimento delle liste di attesa”. MP
