QT 5 - “Verifica della coerenza dei flussi informativi regionali e dei dati reali sui Percorsi di Tutela (PDT) al 2 febbraio 2026”
Interrogazione di Donatella Tesei (Lega), la presidente della Giunta, Stefania Proietti risponde: “Le prestazioni monitorate a livello nazionale (traccianti) ammontano ad oggi a 43.865 delle quali 27.932 nei tempi di attesa previsti”
19 Feb 2026 13:44
2 minuti, 40 secondi
(Acs) Perugia, 19 febbraio 2026 – Nella parte dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, Donatella Tesei (Lega) ha chiesto alla presidente della Giunta, Stefania Proietti informazioni rispetto alla “verifica della coerenza dei flussi informativi regionali e dei dati reali sui Percorsi di Tutela (PDT)”, nello specifico: “Se corrisponda al vero che, alla data del 2 febbraio 2026, il numero complessivo dei Percorsi di Tutela (PDT) attivi era superiore alle 70mila unità; quante di queste prestazioni risultavano tecnicamente con il filtro ‘Rao scaduto’; quale sia l'esatto ammontare delle ‘Prese in carico’ inviate alle Direzioni (Piastre) e ad oggi ‘non gestite’, con specifico dettaglio riguardante le Asl e le aziende ospedaliere; se i dati forniti dalla Giunta regionale il 7 febbraio 2026 fossero comprensivi di tutte le categorie (traccianti, non traccianti, monitoraggio Pngla e interventi chirurgici) o se fossero stati applicati filtri restrittivi che hanno portato a una comunicazione parziale dei numeri”.
Illustrando l’atto ispettivo, Tesei ha ricordato che, “la Giunta regionale ha fornito dati ufficiali sui Percorsi di Tutela alla data del 2 febbraio 2026 dichiarando che il numero delle prestazioni inserite nei percorsi di tutela, sottoposte a monitoraggio, erano pari a 52mila. Tuttavia, da diverse verifiche e segnalazioni interne e esterne al sistema sanitario, emergerebbero numeri di gran lunga superiori a quelli dichiarati, con una sottostima che parrebbe superare le 20mila unità. La corretta gestione della sanità non può prescindere dalla veridicità dei dati estratti dai sistemi di Business Intelligence (come il portale QLIK regionale). Un'eventuale omissione dei pazienti in stato di ‘Rao scaduto’ o delle ‘Prese in carico non gestite’ dalle Direzioni (Piastre) falserebbe completamente la reale situazione delle liste di attesa e dell'efficienza del servizio sanitario regionale”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che: “Ad oggi le prestazioni monitorate a livello nazionale, le cosiddette prestazioni traccianti, ammontano a 43.865 delle quali 27.932 nei tempi di attesa previsti. Le prestazioni urgenti e brevi sono nei tempi. Le prestazioni complessive ammontano a 63.920. Il numero delle prese in carico delle Piastre è di 8.582. Si tratta di dati frutto di un lavoro costante sicuramente più problematico di quello che c'è stato in passato a causa della mancata possibilità di utilizzare la quota dello 0,4% del Fondo sanitario per l'abbattimento delle liste d'attesa. I dati forniti a inizio febbraio fanno riferimento alle Prestazioni traccianti, vale a dire le prestazioni attualmente sottoposte a monitoraggio da parte di Agenas al fine di avere omogeneità con tutte le Regioni. I dati dei percorsi di tutela relativi a prestazioni di specialistica ambulatoriale corrispondono a 52.325 mentre il totale delle prestazioni complessive comprese le traccianti sottoposte a monitoraggio al 2 febbraio 2026 ammontava a 71.416. I dati forniti in risposta alla precedente richiesta facevano riferimento ai soli dati di primo accesso alla specialistica ambulatoriale, come fatto in tutte le comunicazioni precedenti”.
Donatella Tesei ha replicato: “Se ci limitiamo alle traccianti, ai dati mandati in automatico al Ministero, significa confermare che sono oltre 70mila le prestazioni in lista di attesa. Non è stato specificato quali sono quelle non gestite e quelle con Rao scaduto. Non possiamo continuare a generare questa nebulosità. I problemi di oggi sono gli stessi che c’erano in passato e durante la campagna elettorale. Le risorse per intervenire ci sono, a partire da 184 milioni di euro di tasse aggiuntive imposte agli umbri. Non vengono pubblicati dati e siamo costretti a fare continuamente accessi agli atti mentre i risultati vengono alterati”. MP/
