QT 5 - “Situazione del Centro di recupero Animali Selvatici affidato a WildUmbria”
Interrogazione di Sarah Bistocchi (Pd), l’assessore Simona Meloni risponde: “Gestione dei Cras sicuramente positiva, con servizi implementati e collaborazione con gli assessorati regionali nella sorveglianza sulla diffusione delle epidemie”
25 Giu 2026 15:02
2 minuti, 53 secondi
(Acs) Perugia, 25 giugno 2026 - Nell’ambito della sessione ‘Question time’ dell’Assemblea legislativa, la consigliera Sarah Bistocchi (Pd) ha chiesto all’assessore Simona Meloni la “situazione del Centro di recupero Animali Selvatici regionale (Cras) affidato a WildUmbria” ed in particolare “quali sono stati i risultati del Servizio di gestione del Cras; quali iniziative saranno attivate per mantenere e valorizzare un adeguato livello del Cras, che rappresenta un riferimento essenziale per la Regione Umbria”.
Illustrando l’atto ispettivo, Bistocchi ha ricordato che: “WildUmbria è un’associazione nata nel 2015, fondata da un gruppo di giovani con una vasta esperienza professionale in zoologia e medicina veterinaria, la cui missione è promuovere la gestione ambientale e faunistica in Umbria, collaborando con enti pubblici, privati, cittadini e altre associazioni. Si occupa prevalentemente del recupero della fauna selvatica, fornendo una serie di servizi e attività correlati. WildUmbria gestisce 2 strutture regionali, una con sede a Candeleto (Pietralunga), dove è stata realizzata la sede del Cras, e una con sede a Colpernieri (Spello), che è una vera e propria struttura di degenza per animali e garantisce una maggiore centralità rispetto al territorio regionale. WildUmbria fin dall’inizio ha ritenuto indispensabile fornire un servizio attivo H24 tutti i giorni dell’anno (unico Cras in Umbria che garantisce questo servizio) e su tutto il territorio regionale. Negli anni WildUmbria si è dotata di un’ampia rete di volontari su tutto il territorio umbro che supporta il lavoro degli operatori, aiutandoli nel trasporto degli animali più piccoli attraverso l’organizzazione di ‘staffette’. Le cure di pronto soccorso vengono effettuate dall’Ospedale veterinario universitario didattico dell’Università degli Studi di Perugia, con il quale la Regione ha una convenzione a parte, mentre le cure di degenza, riabilitazione, pre-liberazione e liberazione competono a WildUmbria. L’attività di recupero, cura e riabilitazione degli animali selvatici è cresciuta costantemente: nel 2025 si sono raggiunti i 1818 interventi ovvero 1985 animali ricoverati riferibili a 108 specie diverse. Il budget medio evidenzia una progressiva e significativa riduzione nel corso degli anni, attestandosi nel 2025 a 19 euro per animale. Il decreto del ministero della Salute del 14 febbraio 2025, introduce un passaggio giuridicamente e operativamente decisivo: i Cras vengono qualificati come ‘stabilimenti’ ai sensi della normativa sanitaria vigente. Tale qualificazione comporta l’obbligo di adeguamento al Manuale gestionale entro il 7 luglio 2026. L’adeguamento implica un insieme coordinato di obblighi strutturali, organizzativi e documentali che incidono in modo significativo sull’assetto del servizio, come ad esempio l’adeguamento degli spazi secondo criteri di compartimentazione, percorsi separati per animali e operatori, standard minimi di igiene e biosicurezza, sistemi idonei di contenimento e sanificazione, ma anche procedure formalizzate, sistemi di tracciabilità come identificazione e registrazione, formazione del personale e dei volontari. Il decreto determina il passaggio da una gestione convenzionata con margini organizzativi flessibili a una gestione assimilabile a struttura sanitaria regolamentata, con responsabilità formalizzate e standard oggettivamente verificabili. Tale mutamento incide direttamente sui costi di gestione, sia per gli adeguamenti strutturali iniziali sia per l’incremento permanente delle attività amministrative, di controllo interno e di formazione del personale”.
L’assessore Meloni ha risposto che: “La gestione dei Cras da parte di WildUmbria risulta sicuramente positiva. I servizi svolti sono aumentati e così anche i costi di gestione amministrativa. L’associazione rappresenta il referente per gli esemplari di fauna selvatica e fa parte della rete di sorveglianza sulla diffusione della peste suina e su altre malattie epidemiche. I Cras ora sono classificati come stabilimenti che detengono animali e devono adeguarsi a rigorosi standard. Un percorso a cui collaborano gli assessorati regionali. Abbiamo la volontà di garantire e sostenere l’attività dei Cras, che svolgono un servizio molto importante per il territorio”.
Sarah Bistocchi ha espresso “apprezzamento per l’attività svolta dalla Giunta e per l’attenzione riservata al patrimonio faunistico e alle realtà associative che se ne prendono cura”. MP/
