QT 5 “Gravissime criticità nella presa in carico degli anziani non autosufficienti nelle residenze protette”
Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI), Andrea Romizi (FI), Eleonora Pace (FdI), Laura Pernazza (FI), la presidente Stefania Proietti risponde: “Aumenteremo fondi per l’ingresso nelle strutture protette degli anziani in lista di attesa. Nuovo modello di assistenza mira a ridurre i ricoveri”
24 Set 2026 13:20
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(Acs) Perugia, 24 settembre 2026 – Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata della seduta consiliare odierna, i consiglieri Matteo Giambartolomei (FdI), Andrea Romizi (FI), Eleonora Pace (FdI), Laura Pernazza (FI) hanno interrogato la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti in merito alle “Gravissime criticità nella presa in carico degli anziani non autosufficienti nelle residenze protette”. Nello specifico hanno chiesto di sapere “i dati aggiornati dei posti letto e delle liste d’attesa nelle Residenze Protette per anziani (numero dei posti autorizzati, accreditati e convenzionati); a che punto è l’annunciato percorso di lavoro della Giunta per gestire e sbloccare i convenzionamenti sociosanitari; quando questa Giunta stanzierà le risorse necessarie all’annunciato raddoppio dei posti letto convenzionati in Residenza protetta”.
Illustrando l’atto, Giambartolomei ha osservato che “l’Umbria si conferma strutturalmente come una delle regioni più anziane d’Italia e si stima che le persone anziane in condizioni di parziale o totale non autosufficienza (comprese le gravi disabilità e le demenze, come l’Alzheimer) siano ormai tra le 30 e le 35 mila. I dati ufficiali relativi alla presa in carico degli anziani non autosufficienti presso le Residenze protette sono drammatici: 617 anziani in lista d’attesa al 31 maggio 2025; 648 al 17 luglio 2025; 1.519 al 31 gennaio 2026: 708 nella Usl Umbria 1 e 811 nella Umbria 2. Un dato quasi triplicato in 6 mesi. Moltissime famiglie umbre sono pertanto costrette a sostenere costi proibitivi (oltre 3.600 euro al mese) per inserire privatamente un anziano non autosufficiente in Residenza protetta. La presidente Proietti ci aveva detto che al 31 gennaio 2026 risultavano 1.588 posti letto convenzionati: 733 nella Usl Umbria 1 e 855 nella Umbria 2, annunciando che ‘nel nuovo Piano Socio sanitario verrà previsto il raddoppio dei posti disponibili nelle strutture residenziali e semi residenziali’. Malgrado ciò, le Aziende USL continuano a negare alle strutture accreditate le richieste di convenzionamento di più posti letto, che consentirebbero di alleggerire del 50% la quota della tariffa a carico delle famiglie. A settembre 2025, la Presidente, sempre in questa Aula, in merito allo sblocco delle convenzioni aveva affermato: ‘In attesa della conclusione dei lavori del tavolo nazionale per lo sviluppo e l’applicazione del sistema di accreditamento nazionale, la Regione sta delineando un percorso per gestire convenzionamenti sociosanitari che da tempo determinano significativi problemi di presa in carico dei pazienti, a causa della grave carenza di posti disponibili, come avete ricordato anche voi. Le tappe del percorso di lavoro prevedono, in sintesi: la definizione dei criteri con cui le Aziende elaborano uno schema di convenzione e di avviso pubblico; la pubblicazione dello schema regionale di convenzione, la definizione dei criteri di gestione delle liste d’attesa, la realizzazione di una piattaforma informatica per gestire la domanda e l’offerta; la gestione del circuito finanziario per la fatturazione’. La Giunta Tesei aveva adottato la DGR N. 1068/2023, ancora pienamente in vigore, che autorizza il raddoppio dei posti letto autorizzati e accreditati nelle Residenze protette entro il 2027. La presa in carico in convenzione degli anziani in Residenza protetta costa 60 euro al giorno al servizio sanitario regionale (50% della tariffa totale di 120 euro/die) e che, pertanto, il raddoppio delle prese in carico richiederebbe risorse aggiuntive per circa 30 milioni di euro all’anno. Va sottolineato che la manovra fiscale regionale dell’anno scorso genera 184 milioni di maggiori entrate”.
La presidente Stefania Proietti ha risposto che: “Puntiamo sulla residenzialità per garantire che la casa sia il primo luogo di cura. Tuttavia il tema delle residenze protette ci sta a cuore. Bisogna distinguere tra assenso alla realizzazione dei posti letto, autorizzazione all’esercizio dell’attività, accreditamento e convenzionamento. La Dgr 1068/2023 e relativo ‘Piano strategico triennale dei fabbisogni’ individuava al 2027 un target regionale di 4808 posti in Residenza protetta rispetto ai 2528 posti autorizzati al 31 dicembre 2022 era quindi già previsti ulteriori 2280 posti autorizzabili. La Dgr del 2023 era stata stilata con un calcolo della necessità dei posti letto e prevedeva 2840 posti accreditabili. Nel periodo 2019/24 la Regione ha autorizzato alla realizzazione di 894 posti letto, di questi solo 377 sono stati autorizzati all’esercizio, a fronte appunto di 2840 posti accreditabili. La programmazione non determina automaticamente l’obbligo per la Regione e le Aziende sanitarie di contrattualizzare tutti i posti accreditati o autorizzati. Al 15 settembre 2026 sono 2.393 i posti autorizzati; 2.328 quelli accreditati; 1.588 quelli convenzionati. Restano in lista di attesa 1.503 persone: 718 nella Asl 1 e 785 nella Asl 2. Le tariffe sono passate da 87,2 euro al giorno del 2024 a 120 euro al giorno di oggi. L’assistenza domiciliare è stata ampliata e nel 2025 erano 30.882 i cittadini over 65 presi in carico rispetto ad un target Pnrr regionale di 22.085. Si cerca dunque di smaltire le liste di attesa anche attraverso l’aumento dell’assistenza domiciliare. Il nuovo modello di assistenza territoriale, basato sull’integrazione tra cure domiciliari, infermieri di famiglia e di comunità, telemedicina, case di comunità, servizi distrettuali può prevenire o ritardare l’istituzionalizzazione quando il quadro clinico e familiare lo consente. I costi a carico del servizio sanitario, nel 2025, sono stati di circa 24 milioni di euro. Fondi che aumenteremo per capacità di presa in carico delle strutture protette per gli anziani in lista di attesa”.
Matteo Giambartolomei ha replicato: “Sono dispiaciuto perché alle mie interrogazioni non ricevo mai risposte puntuali rispetto alle domande formulate. Fare il presidente della Regione e l'assessore alla Sanità è molto complesso e l’ho sempre detto. L’incremento del 15% fa riferimento ai posti già assentiti durante il Governo Tesei: 339 posti che vengono ancora adeguati, anche se poi non si procede al convenzionamento. Sotto la Giunta Tesei la lista di attesa è stata dimezzata mentre ora è cresciuta di nuovo. Rispetto ai 24 milioni di spesa del Servizio sanitario regionale, essi riguardano le strutture private convenzionate e non comprendono le 3 strutture pubbliche, a cui vanno ulteriori 4 milioni. La sanità umbra ha bisogno di risposte immediate mentre continuate a rinviare ogni decisione al fantomatico nuovo piano sanitario”. MP/
