QT 5 “Grave criticità organizzativa e assistenziale presso l’Azienda ospedaliera di Perugia”

A Eleonora Pace (primo firmatario), Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (FdI) ha riposto la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti: “Ricorso a posti letto aggiuntivi in aree non dedicate rappresenta una misura di carattere eccezionale e temporaneo”

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23 Apr 2026 13:31

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(Acs) Perugia, 23 aprile 2026 – Nella parte riservata al Question time della seduta consiliare di oggi è stata discussa l’interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (FdI) relativa alla “Grave criticità organizzativa e assistenziale presso l’Azienda ospedaliera di Perugia”.

Illustrando l’atto ispettivo, Eleonora Pace ha ricordato che “il sindacato delle professioni infermieristiche NurSind ha recentemente segnalato al Difensore civico della Regione Umbria una situazione definita ‘drammatica’ all’interno dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Secondo tali segnalazioni, la pratica di collocare pazienti in letti posizionati nei corridoi dei reparti non rappresenterebbe più un evento eccezionale, bensì una consuetudine organizzativa utilizzata per far fronte al sovraffollamento e alla carenza di posti letto. Tale modalità di gestione trasformerebbe aree di transito in spazi di degenza improvvisati, privi delle minime garanzie di sicurezza, dignità e riservatezza. Risulterebbe impossibile garantire la privacy dei pazienti durante visite mediche, procedure assistenziali e comunicazioni cliniche, con conseguente lesione della dignità personale; sotto il profilo tecnico, inoltre, l’occupazione dei corridoi e delle vie di fuga comprometterebbe la sicurezza dell’edificio e la gestione delle emergenze. Questa situazione determinerebbe un aumento significativo del rischio clinico, anche in relazione alle difficoltà di monitoraggio dei pazienti in contesti non idonei. Sussisterebbe un concreto rischio di incremento delle infezioni correlate all’assistenza, favorito dalla promiscuità degli spazi e dall’elevato transito di persone, con conseguenze gravi sia per i pazienti sia per la sostenibilità economica del sistema sanitario. Il personale sanitario opererebbe in condizioni estremamente critiche, aggravate dalla cronica carenza di infermieri e da carichi di lavoro non sostenibili. Quanto segnalato non appare riconducibile a eventi straordinari o temporanei, ma evidenzia possibili criticità strutturali e organizzative del sistema sanitario regionale. Per questo chiediamo di sapere se quanto denunciato dal NurSind corrisponda al vero e quale sia la reale dimensione del fenomeno presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia; se la Regione fosse a conoscenza di tali pratiche e quali verifiche siano state finora effettuate; quali iniziative urgenti e quali misure immediate si intendano adottare per accertare eventuali responsabilità e garantire il ripristino di condizioni assistenziali adeguate”.

La presidente Proietti ha risposto: “La direzione dell'azienda ospedaliera ha riferito che l'attività di ricovero (circa 40mila pazienti all'anno) viene ordinariamente assicurata nei setting assistenziali appropriati nella stragrande maggioranza dei casi. Il ricorso a posti letto aggiuntivi in aree non dedicate rappresenta una misura di carattere eccezionale e temporaneo, che si verifica in casi di significativo sovraffollamento del Pronto soccorso che portano alla saturazione dei posti letto disponibili, in particolare nelle aree mediche.

I dati del primo trimestre 2026 confermano una pressione crescente sulla struttura. Gli accessi al Pronto soccorso sono incrementati del 1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025, per un totale di 18.961 accessi, con un aumento del 5,2% dei casi di emergenza-urgenza. Il tasso medio di occupazione dei posti letto ha superato il 99%. Un dato che resta al di sopra degli standard ottimali previsti dal DM 70. Nel primo trimestre del 2026 sono stati documentati 16 giorni in cui si è reso necessario l'utilizzo temporaneo di posti letto aggiuntivi, con una durata media della permanenza in tali condizioni contenuta comunque entro le prime dodici ore prima del trasferimento in reparto. La direzione aziendale assicura che il rischio clinico è stato presidiato e che l'assistenza sanitaria, la sicurezza e la privacy dei pazienti sono state garantite. L'azienda ha operato assumendo come priorità assoluta la tempestiva presa in carico dei pazienti evitando interruzioni dell'assistenza e garantendo, anche nelle situazioni di criticità, adeguati livelli di sicurezza clinica e assistenziale. La direzione generale ha attivato e continua a rafforzare un insieme di misure organizzative, quali il potenziamento delle funzioni di bed management e del monitoraggio centralizzato dei posti letto, la rimodulazione flessibile dell'offerta di degenza, il rafforzamento dei percorsi di dimissione protetta e dell'integrazione coi servizi territoriali in linea col DM 77. E qui si registra la grave carenza che poi mette in crisi i setting appropriati degli ospedali: se manca il territorio per le dimissioni protette, abbiamo una occupazione dei letti che va oltre gli standard più appropriati del DM 77. Gli episodi segnalati da NurSind rappresentano episodi isolati ma sono segnali d'allarme che non possono essere sottovalutati. Anche se appare non corretto descrivere tali episodi come una prassi consolidata, c'è la volontà di questa Giunta di non trascurare alcuna segnalazione per evitare che queste situazioni si ripetano. Abbiamo per questo dato mandato alla Direzione regionale di attivarsi con iniziative e misure urgenti: il potenziamento degli organici, l'efficientamento organizzativo e un approccio di sistema per un potenziamento della rete territoriale, affinché possano esserci dimissioni protette che consentano uno svuotamento dei reparti”.

Eleonora Pace ha replicato: “Mi dispiace dover ricorrere a questi strumenti di denuncia, che non fanno bene alla nostra Regione. Tutto ciò fa cattiva pubblicità ai nostri servizi e ai nostri professionisti, agevolando la mobilità sanitaria passiva. In presenza di segnalazioni così gravi però siamo obbligati a verificare quanto avviene nelle strutture. Uno dei temi significativi resta quello degli organici, come segnalato anche dal sindacato. Il Piano assunzionale del 2025 si era fermato a 250 assunti ma doveva arrivare a 700. Nel frattempo arrivano i pensionamenti e servono ulteriori assunzioni. La sanità del futuro senza personale non può esistere. Le Case di comunità, senza personale, rischiano di essere scatole vuote che non assicurano servizi territoriali”. MP

Ultimo aggiornamento: 23/04/2026