QT 5 -“Chiusura ambulatorio di medicina generale nella frazione di Pierantonio (Umbertide) e misure urgenti per garantire l’assistenza di prossimità”
Interrogazione di Pernazza e Romizi (FI), la presidente Stefania Proietti risponde: “la scelta è del medico. La Regione sta assicurando la continuità assistenziale con visite domiciliari ai pazienti fragili e l'utilizzo sistematico della prescrizione elettronica. Il problema verrà comunque risolto”
22 Gen 2026 14:41
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(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso l’interrogazione con cui i consiglieri Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI) chiedevano aggiornamenti in merito a “Chiusura ambulatorio di medicina generale nella frazione di Pierantonio (Umbertide) e misure urgenti per garantire l’assistenza di prossimità”.
Illustrando l’atto ispettivo, Pernazza ha spiegato che “da notizie di stampa, nella frazione di Pierantonio è venuta meno l’apertura dell’ambulatorio di medicina generale, con conseguente spostamento dell’attività sull’ambulatorio ad Umbertide, determinando disagi per la popolazione. La chiusura coinvolgerebbe circa 500 assistiti e sarebbe collegata alla mancanza di una sede conforme ai requisiti strutturali e all’assenza di una soluzione alternativa immediatamente disponibile. La comunità di Pierantonio sconta ancora le conseguenze del terremoto avvenuto il 9 marzo 2023, con criticità legate sia allo spopolamento che alla disponibilità di spazi utilizzabili per servizi essenziali. Sempre da notizie di stampa, la USL Umbria 1 e il Comune di Umbertide avrebbero effettuato ricognizioni per individuare locali idonei e la USL avrebbe manifestato disponibilità a proporre un locale pubblico. Nel frattempo si farebbe riferimento a visite domiciliari per i fragili e all’utilizzo di ricette in modalità elettronica. L’assenza di un presidio ambulatoriale nella frazione incide in modo particolare su anziani, persone fragili e cittadini senza mezzi, con rischio di rinuncia o ritardo nelle cure. La medicina generale rappresenta un servizio essenziale di prossimità e richiede soluzioni rapide, concrete e verificabili, soprattutto in aree che hanno già vissuto situazioni di disagio legate al sisma e al conseguente spopolamento. Chiediamo quindi alla Giunta regionale quali iniziative urgenti e strutturali intenda assumere, tramite USL Umbria 1 e in raccordo con il Comune di Umbertide, per garantire il ripristino del presidio di medicina generale a Pierantonio, specificando il cronoprogramma delle iniziative stesse”.
La presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, ha risposto che “la chiusura dell'ambulatorio di medicina generale nella frazione Pierantonio non è una scelta programmatoria regionale, né una riduzione di servizi sanitari territoriali decisa dall'Asl. È una decisione autonoma del medico titolare, motivata da esigenze organizzative con la chiusura del suo secondo ambulatorio. Purtroppo abbiamo una norma che non obbliga il medico di medicina generale a tenere aperti due ambulatori. Il medico di medicina generale può ottemperare al suo numero di mutuati anche attraverso un solo ambulatorio. La Regione però non ha sottovalutato l'impatto che questa chiusura ha prodotto su una comunità di 500 assistiti collocata in un territorio fragile per gli eventi sismici. Sul piano immediato è stata assicurata la continuità assistenziale attraverso le visite domiciliari ai pazienti fragili e l'utilizzo sistematico della prescrizione elettronica, evitando spostamenti non necessari per i cittadini. Parallelamente la Usl 1 ha potenziato i servizi domiciliari incrementando il monte ore dedicato a prelievi ematici. Il distretto dell'Alto Tevere della Asl 1 ha attivato un confronto istituzionale con il Comune di Umbertide, che si è dimostrato assolutamente disponibile, individuando una possibile collocazione dell'ambulatorio all'interno del Centro di vita associativo di Pierantonio. Una soluzione concreta e sostenibile. Questa ipotesi è attualmente in fase di verifica tecnica e consentirebbe di ripristinare il presidio di medicina generale direttamente nella frazione restituendo un servizio sanitario di prossimità. Se non dovesse risultare idonea sotto il profilo tecnico e strutturale, si continuerà a interloquire col Comune per individuare un'alternativa adeguata, assicurando in ogni caso la piena tutela del diritto alla salute. Quindi come misura immediata, c’è la garanzia della continuità assistenziale con visite domiciliari, prescrizione esclusivamente elettronica, monte ore dei prelievi ematici. Poi, ci sono le verifiche strutturali per la struttura individuata insieme al Comune e la rispondenza ai requisiti minimi. Qualora andassero bene, ci sarà l’eventuale adeguamento dei locali a cura dell'Asl 1. Infine entro primavera 2026 è previsto il ripristino al 100% del servizio nella fazione di Pierantonio”.
Nella sua replica Pernazza ha detto di “non essere contenta della risposta nella parte che sostiene che tutto dipende da una scelta unilaterale del medico. Chiedo che anche nel redigendo piano Socio Sanitario ci sia attenzione per la situazione dei medici di medicina generale e per la loro presenza anche nelle aree interne, dove sono la prima interfaccia. Quello del medico di medicina generale, è un ruolo fondamentale, soprattutto nelle aree a rischio spopolamento e colpite dal sisma. È sempre più difficile per la popolazione anziana accedere ai servizi. Spero questo sia il modo di mettere in luce questa carenza, ma anche che si abbia attenzione particolare per i medici di medicina generale, a cui si sta chiedendo davvero tanto”. DMB/
