QT 4 “Usl Umbria 1, pericolosità e inopportunità della riduzione dei tempi delle prestazioni ambulatoriali”

Interrogazione di Matteo Giambartolomei (FdI), la presidente Stefania Proietti risponde: “Percorso di efficientamento e razionalizzazione delle attività ambulatoriali”

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15 Apr 2026 16:31

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(Acs) Perugia, 15 aprile 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata con cui il consigliere Matteo Giambartolomei (FdI) chiedeva chiarimenti alla presidente Stefania Proietti su “pericolosità e inopportunità della riduzione dei tempi delle prestazioni ambulatoriali per la dirigenza medica e sanitaria presso l’Azienda USL Umbria 1”.

Illustrando l’atto in Aula, Giambartolomei ha spiegato che “le principali sigle sindacali della dirigenza medica hanno denunciato formalmente una rimodulazione unilaterale dei tempari ambulatoriali da parte dell’USL Umbria 1 e tale misura impone una significativa compressione del tempo dedicato all’atto clinico con l’unico obiettivo di incrementare il volume delle prestazioni per abbattere le liste d’attesa. La stessa denuncia è stata fatta pervenire all’assessorato regionale anche dall’intersindacale medica regionale che ha chiesto a mezzo pec una convocazione urgente a seguito della modifica unilaterale delle agende di prenotazione delle prestazioni specialistiche. Tale compressione temporale contrasta apertamente con il Codice di deontologia medica, che tutela l’autonomia professionale e la necessità di tempi adeguati “secondo scienza e coscienza”, nonché con il Ccnl 2019-2021 volto a valorizzare la qualità assistenziale rispetto a logiche meramente quantitative e la mancanza di un tempo congruo per anamnesi e pianificazione terapeutica genera un aumento del rischio clinico sistemico e del potenziale contenzioso legale. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con sentenza 672/2026 pubblicata l’11 febbraio 2026, ha chiarito che i ‘tempari’ regionali hanno valore esclusivamente organizzativo per la costruzione delle agende di prenotazione e non possono avere valenza vincolante nei confronti del medico ed il medico mantiene integra la propria autonomia nel determinare la durata della singola prestazione in funzione delle specificità del caso concreto, poiché le esigenze amministrative non possono limitare il giudizio clinico necessario alla sicurezza delle cure. Chiedo quindi alla Giunta se intenda disporre l’immediata sospensione delle disposizioni dell’USL Umbria 1 che impongono la riduzione dei tempi ambulatoriali, evitando che scelte organizzative si traducano in un’ingerenza indebita sull’autonomia del medico, in aperto contrasto con la giurisprudenza e con i principi fondamentali della professione sanitaria. Se ritenga opportuno convocare con urgenza un tavolo tecnico presso l’Organismo paritetico per definire criteri di durata delle prestazioni basati su evidenze cliniche e non su target numerici, garantendo uniformità, sicurezza e rispetto della complessità dei pazienti. Quali iniziative intenda assumere la Regione per tutelare i dirigenti medici dal rischio clinico e dai potenziali danni erariali derivanti da modelli organizzativi che impongono tempi incompatibili con una corretta valutazione diagnostica, ricordando che la responsabilità di tali modelli ricade sull’amministrazione che li ha adottati”.

La presidente Proietti ha risposto: “L’obiettivo della Giunta è di coinvolgere sempre di più i professionisti nell’azione di riduzione delle liste di attesa. Nella redazione del nuovo Piano socio sanitario e del relativo piano sulle liste di attesa verranno coinvolti professionisti e sindacati, per definire principi e criteri di regolamentazione del governo della problematica. Per coinvolgere tutti gli stakeholder è stato creato un osservatorio sulle liste di attesa di cui fanno parte anche i sindacati di categoria. C’è stato inoltre un incontro con l’Intersindacale medica per condividere le procedure operative, a dimostrazione di come le procedure vengano sempre condivise a tutti i livelli. Rispetto alle disposizione della Usl Umbria 1, nell’ambito delle misure per il contenimento delle liste di attesa e al miglioramento all’accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini l’azienda ha avviato un percorso di efficientamento delle attività ambulatoriali che ha previsto anche una razionalizzazione delle agende di prenotazione. Questo per superare disomogeneità presenti tra le varie strutture aziendali e garantire criteri più equi, trasparenti e uniformi nell’erogazione delle prestazioni, anche in relazione ai carichi di lavoro. Si è proceduto alla armonizzazione delle modalità di erogazione di alcune prestazioni attraverso un percorso condiviso con i responsabili delle unità operative con una esclusiva finalità organizzativa e programmatoria. L’intervento è quindi una misura di carattere organizzativo per migliorare l’efficienza complessiva del sistema senza incidere sull’autonomia e sulla responsabilità professionale del medico, che restano garantite nel rispetto dei principi deontologici e della normativa vigente. Non si ravvisa quindi nessuna compressione dell’atto clinico ma una azione necessaria e responsabile volta a garantire un migliore equilibrio tra domanda e offerta sanitaria. I tempi individuati costituiscono solo parametri medi di riferimento per la costituzione delle agende di prenotazione. La materia della sicurezza delle cure richiede di essere affrontata con rigore e senso di responsabilità istituzionale. L’Azienda ha invitato le organizzazioni sindacali ad assumersi la responsabilità delle dichiarazioni rese e a circostanziarle. Ed ha effettuato specifici incontri sul tema, ribadendo la disponibilità al confronto rispetto a misure che non incidono sull’autonomia del personale medico”.

Matteo Giambartolomei ha replicato: “Non c’è stato nessun incontro preventivo alla modifica dei tempari. Incontri che ci sono stati solo dopo le proteste. Attraverso questa modifica in alcuni casi è stato aumentato del 60% il numero delle visite che venivano effettuate durante uno slot di prenotazione. A fronte di un ipotetico beneficio nella riduzione delle liste di attese si va ad aumentare il contenzioso, il rischio clinico e la soddisfazione del cittadino, che deve aspettare mesi per ottenere una visita che poi dura pochi minuti. Non è possibile che vengano compressi in questo modo i tempi delle visite preservando la qualità dei servizi resi ai cittadini”. MP/

Ultimo aggiornamento: 16/04/2026