QT 3 “Chiarimenti urgenti in merito alle notizie di chiusura del Centro di Riabilitazione Funzionale (CORI) di Passignano sul Trasimeno e della struttura Domus Gratiae di Terni”

A  Pace e Giambartolomei (FdI)  Romizi e Pernazza (FI), Tesei (Lega) ha risposto la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti: “le attuali strutture di riabilitazione ospedaliera Cori e Domus Gratiae subiranno evoluzioni di assetto nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale e soprattutto nell'ambito del potenziamento della rete riabilitativa

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23 Apr 2026 12:45

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(Acs) Perugia, 23 aprile 2026 – Nella prima parte dell’Assemblea legislativa, dedicata al Question time, i consiglieri Eleonora Pace (prima firmataria) e Matteo Giambartolomei (FdI), Laura Pernazza e Andrea Romizi (FI), Donatella Tesei (Lega) hanno chiesto, alla presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, “Chiarimenti urgenti in merito alle notizie di chiusura del Centro Ospedaliero di Riabilitazione Intensiva (CORI) di Passignano sul Trasimeno e della struttura ‘Domus Gratiae’ di Terni”.

Nello specifico hanno chiesto di sapere: “se le notizie relative alla chiusura del CORI di Passignano sul Trasimeno e della Domus Gratiae di Terni corrispondano al vero; nel caso in cui si dimostrassero vere le notizie, quali siano le motivazioni che giustificherebbero tali scelte; se la Giunta non ritenga opportuno aprire immediatamente un confronto con i Comuni interessati e con il Consiglio regionale prima di assumere decisioni definitive”.

Illustrando all’Aula l’atto, Pace ha sottolineato che “Il CORI di Passignano sul Trasimeno rappresenta un’eccellenza assoluta nel panorama sanitario regionale per la riabilitazione motoria e neurologica, costituendo un punto di riferimento vitale per l’area del Trasimeno e non solo. Analogamente la Domus Gratiae di Terni svolge un ruolo fondamentale nell'erogazione di servizi sanitari e riabilitativi per il territorio ternano garantendo una reale continuità ospedale-territorio e permettendo una presa in carico globale di pazienti con disabilità complesse che necessitano di percorsi di reinserimento nel proprio ambiente di vita. Recentemente si rincorrono voci sempre più insistenti circa un piano di chiusura o di drastico ridimensionamento di questi presidi. La Giunta regionale continua a rimandare le scelte definitive al Piano socio-sanitario regionale, che tutti attendono con impazienza e, per il quale alle minoranze non è stata concessa la possibilità di visionarne neanche una bozza, nonostante le continue richieste. Alcuni stakeholder che invece hanno avuto accesso anticipato alla bozza del Piano hanno manifestato grande preoccupazione per quanto contenuto nelle 450 pagine del documento. La mancanza di trasparenza e di partecipazione su un atto di programmazione così impattante impedisce un confronto democratico e mette a rischio la sicurezza e la qualità dei servizi territoriali che invece di essere rafforzati, come promesso durante la campagna elettorale, vengono invece a mano a mano smantellati. Ricordo la vicenda Trevi”.

La presidente Proietti ha risposto che: “Questa interrogazione che ci permette di seguire passo passo la costruzione di un piano socio-sanitario regionale tanto atteso da quindici anni. Non sono ancora passati i diciotto mesi dal nostro insediamento e stiamo lavorando non trascurando i contatti con le amministrazioni locali. Il fatto di parlare oggi di un piano non soltanto sanitario, ma socio-sanitario ci dà dei tempi e dei modi di partecipazione che non intendiamo derogare che anzi intendiamo aumentare. Ci sono stakeholder che stanno scrivendo con noi il Piano, i professionisti, i rappresentanti dei lavoratori, ma non ci esimeremo certo dal confronto con la minoranza. Rispondendo all’interrogazione, le attuali strutture di riabilitazione ospedaliera (codice 56) di Passignano (Cori) e Terni (Domus Gratiae), rispettivamente inserite nel presidio ospedaliero unificato della USL Umbria 1 e del presidio di Narni Amelia della USL Umbria 2 potranno, anzi dovranno certamente subire evoluzioni di assetto nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale e soprattutto nell'ambito del potenziamento della rete riabilitativa, che è una delle reti pilastro del piano sociosanitario che si stiamo redigendo. L'evoluzione delle strutture sarà legata all'obiettivo di assicurare i Lea (livelli essenziali di assistenza) alla popolazione in maniera appropriata, con garanzia della sicurezza delle cure. Questo obiettivo comporta necessariamente rispetto degli standard di volumi e degli esiti, nella maniera più efficiente, ma garantendo la sostenibilità del sistema. Allo stato attuale sono in corso valutazioni tecniche, ex-ante e multilivello, ma l'assetto definitivo che verrà inserito nel piano sociosanitario regionale sarà frutto di un percorso di partecipazione con tutti gli stakeholder interessati, non ultimo con i Sindaci del territorio. Nello specifico, le attuali strutture potranno subire appunto evoluzioni. L'analisi dei dati attuali di attività delle due strutture ad oggi non ci restituisce un'attivazione complessiva di tutti i posti letto. Le due strutture non lavorano al 100% del posti letto e non sono attrattive nemmeno per i professionisti, per questo noi dobbiamo lavorare per una ristrutturazione della rete che le renda attrattive per i professionisti e anche sicure e certe per i pazienti, quindi nella rete di riabilitazione verificheremo la loro configurazione evolutiva per renderle più performanti e adeguarle alla rete assistenziale. La Domus Gratiae deve essere l'integrazione dei tre stabilimenti, Narni, Amelia, Domus Grazie, perché questa integrazione è assolutamente necessaria per legge. L'attuale assetto della Domus Gratiae: 32 posti letto di riabilitazione intensiva con un tasso di occupazione medio pari al 50%. Non solo non garantisce l'ottimizzazione delle risorse disponibili, ma è ubicata in un locale in locazione che costa 250 mila euro all'anno. È chiaro che dobbiamo trovare per questa struttura una localizzazione che non rappresenti più un costo vivo. La Domus Grazie ospita attualmente anche il servizio di riabilitazione territoriale che opera a copertura del distretto sanitario di Terni e la scelta di integrare la struttura con gli altri stabilimenti nasce dalla necessità di individuare una soluzione più efficace, più efficiente e più sostenibile economicamente, per la riorganizzazione dell'offerta riabilitativa, codice 56. Il CORI di Passignano, la sua attuale funzione risente della difficoltà di gestione delle esigenze assistenziali dei pazienti, nella parziale operatività dei percorsi e nell'uso comune delle risorse. E tale situazione ha inciso anche nel determinare una costante difficoltà di reclutamento, e anche una piena operatività della struttura. Pertanto, interfacciandoci innanzitutto con le amministrazioni comunali, stiamo definendo la nuova rete riabilitativa regionale nella logica di un efficientamento di una qualificazione della rete anche pensando a una apertura del terzo piano chiuso nei confronti di una struttura che sia anche territoriale. Il Cori quindi oggi continua a lavorare, e noi dobbiamo potenziarlo. Dobbiamo riqualificare le strutture esistenti e stiamo pensando ad una integrazione di questa struttura ospedaliera con strutture anche territoriali. Quando faremo le operazioni di partecipazione avremo una definizione chiara, precisa e puntuale della rete riabilitativa di cui le due strutture continueranno a far parte”.

Nella replica, Pace ha detto che “dopo questa risposta sono ancora più preoccupata. Le notizie date non ci rincuorano, soprattutto perché non c’è chiarezza, si parla di evoluzioni di assetto senza specificare però di che tipo di evoluzioni si tratti. Si continua a parlare di reti, ma non mi pare si stia lavorando per il loro potenziamento. Rispetto alle valutazione tecniche si continua a ragionare non da politici, ma da ragionieri. E poi nella risposta si è detto di lavorare per la sicurezza e l’attrattività dei pazienti, come se ad oggi queste condizioni non ci fossero. Le nostre strutture sono certamente sicure e continuano fortunatamente ad essere ancora attrattive, come lo sono il CORI e la Domus Gratiae, per questo vanno potenziate. Il tema dell'integrazione su Terni tra Narni, Amelia e Domus è un tema che conosciamo bene e sul quale abbiamo lavorato. Sono stati firmati e sottoscritti centinaia di accordi di programma, due nel corso della precedente legislatura. È una rete che fortunatamente funziona. Rispetto al Piano sociosanitario i diciotto mesi ci sono, ma non si vede ancora niente. Noi continueremo comunque a monitorare la situazione”. AS

Ultimo aggiornamento: 23/04/2026