QT 2 - “Esclusione dei piccoli Comuni umbri dall'Avviso nazionale ‘Sport e Periferie 2026’ e iniziative regionali a sostegno delle aree interne”
A Nilo Arcudi (Tp/Uc-primo firmatario), Andrea Romizi e Laura Pernazza (FI) ha risposto l’assessore Simona Meloni: “ Lo sport è un tema molto importante sul quale stiamo lavorando. La Regione monitora costantemente la situazione dell'impiantistica sportiva”
25 Giu 2026 12:42
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(Acs) Perugia, 25 giugno 2026 – Nella parte riservata al Question time della seduta odierna dell’Assemblea legislativa, il consigliere Nilo Arcudi (Tp/Uc-primo firmatario ), Andrea Romizi e Laura Pernazza (FI) hanno interrogato l’assessore Simona Meloni circa la “Esclusione dei piccoli Comuni umbri dall'Avviso nazionale ‘Sport e Periferie 2026’ e iniziative regionali a sostegno delle aree interne”, chiedendo di sapere, nello specifico, “se la Regione Umbria abbia effettuato una ricognizione dei Comuni umbri che, a causa dei requisiti previsti dall'Avviso ‘Sport e Periferie 2026’, rischiano di essere esclusi dall'accesso ai finanziamenti nazionali; se intenda attivarsi con urgenza presso il Dipartimento per lo Sport e il Governo affinché vengano previste specifiche deroghe, correttivi o misure dedicate ai piccoli Comuni delle aree interne e montane che, nelle condizioni attuali, rischiano di essere esclusi dall'accesso ai finanziamenti previsti dall'Avviso; se la Giunta intenda prevedere strumenti regionali di sostegno per gli impianti sportivi dei Comuni che non potranno accedere alle risorse nazionali previste dall'Avviso".
Nell’illustrazione dell’atto, Arcudi ha ricordato che “il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l'Avviso ‘Sport e Periferie 2026’, finalizzato al finanziamento di interventi di realizzazione, riqualificazione e adeguamento di impianti sportivi. L’Avviso prevede che possano partecipare direttamente i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, mentre i Comuni con popolazione pari o inferiore a tale soglia possono accedere esclusivamente attraverso accordi con altri enti locali confinanti tali da raggiungere complessivamente il requisito demografico previsto. Numerosi Comuni umbri, in particolare quelli appartenenti alle aree interne, montane e maggiormente soggette a fenomeni di spopolamento, hanno una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti e dispongono di impianti sportivi che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento normativo, efficientamento energetico e messa in sicurezza. In diversi casi la conformazione territoriale, la distanza dai principali centri abitati o la difficoltà nel costruire accordi tra enti confinanti rendono particolarmente complessa, se non impossibile, la partecipazione al bando nazionale. Il rischio concreto è che molte piccole realtà umbre vengano escluse dall'accesso a risorse importanti per la riqualificazione degli impianti sportivi e per il mantenimento di servizi essenziali destinati soprattutto ai giovani e alle associazioni del territorio. Nelle aree interne lo sport rappresenta non solo un'attività ricreativa, ma anche uno strumento fondamentale di aggregazione sociale, contrasto allo spopolamento e promozione della qualità della vita. I termini per la presentazione delle domande sono particolarmente ravvicinati e pertanto risulta necessario un intervento tempestivo della Regione affinché le esigenze dei piccoli comuni possano essere rappresentate presso il Governo ed il Dipartimento per lo sport prima della scadenza dell’avviso”.
L’assessore Meloni ha risposto che: “Lo sport è un tema molto importante sul quale stiamo lavorando e che sui Comuni ha una presa naturalmente importante. Rispetto alla ricognizione dei comuni umbri, ogni anno la Regione provvede alla ricognizione della popolazione residente, suddivisa per singoli comuni. Questa attività non è solo finalizzata all'applicazione dei criteri sul bando nazionale, ma la Regione monitora costantemente il nuovo censimento dell'impiantistica sportiva in collaborazione con Sport e Salute per mappare tutto il territorio e alimentare una banca dati capace di guidare le politiche pubbliche, giungendo così a un piano finanziario regolatore nazionale dell'impiantistica sportiva e sulla base di questi numeri lavoreremo sul bando, su bilancio regionale che stiamo pianificando per il primo semestre del 2027. Per quanto riguarda invece il bando nazionale ‘sport e periferie’, come sapete rispetto a quello precedente che aveva nella graduatoria anche alcuni comuni umbri, la decisione del Ministero è stata quella di non scorrere la graduatoria, ma di uscire nel 2026 con un nuovo bando, malgrado alcuni comuni ci avessero rappresentato la volontà di chiedere al Ministro di scorrere, anche in parte, la graduatoria. Il Ministero ha deciso un'altra cosa: in realtà non è vero che i piccoli comuni fossero esclusi dal vecchio bando di sport periferia a quello nuovo, non c'è l'esclusione, ma c'è l'incentivo all'associazionismo, cioè a mettere insieme i comuni, come accade per le aree interne, cioè poli sportivi intercomunali efficienti a beneficio di più territori. Ovviamente abbiamo perorato al ministero la graduatoria, ma sono usciti con un'altra e nella nuova purtroppo, come ci rappresentano i comuni, noi rischiamo, sul livello nazionale e sulla regione, di non essere considerati come comuni dell'Umbria, perché i punteggi più alti sono quelli per i comuni con forti vulnerabilità sociali e tassi di criminalità. Il bando assegna addirittura fino a 40 punti su 100. Così come ci saranno di nuovo punteggi importanti per i comuni medi e le aggregazioni di piccoli comuni, e così ovviamente anche sul tema dell'inclusione, che naturalmente come Regione noi condividiamo. Come Regione abbiamo portato in approvazione ieri in Giunta un nuovo strumento, un bando cioè di 4 milioni di euro, che fa parte del FESR 2021-2027, risorse destinate all’efficientamento energetico e all'adeguamento sismico. È una parte, è un pezzo di lavoro che mettiamo a disposizione dei comuni anche sotto i 5mila abitanti. Stiamo inoltre pianificando un bando per il 2027 con strumenti regionali che supera il limite e i vincoli dell'efficientamento energetico e dell'antisismica con bilancio regionale destinato a tutte le strutture sportive, dai campi di calcio ai palazzetti a qualsiasi tipo di spazio pubblico di proprietà dei comuni, a parte l'efficientamento energetico e l'antisismica che sono due criteri vincolanti per il FESR e quindi per il bando in essere”.
Nella replica, Arcudi ha detto che “il quadro è stato riepilogato correttamente. Dobbiamo avere la consapevolezza di sostenere l’impiantistica sportiva che non deve essere trascurata. Lo sport è importante per la coesione sociale e per una sana crescita dei ragazzi. Per questo va data priorità a questo tipo di investimenti. Rispetto la ripartizione delle risorse bisogna avere la consapevolezza che alcuni comuni hanno difficoltà a mettersi insieme ed in questo caso vanno sostenuti. Auspico che nella prossima programmazione regionale ci sia maggiore attenzione su questo tema”. AS
