“Proroga delle convenzioni con le strutture sanitarie private accreditate senza regole e programmazione”

Nota del consigliere Matteo Giambartolomei (FdI): “La Regione Umbria naviga a vista e il rischio è di aggravare le liste d’attesa”

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27 Mar 2026 11:38

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(Acs) Perugia, 27 marzo 2026 - “La proroga fino al 30 giugno delle convenzioni con le strutture private accreditate, in assenza di un atto formale della Giunta regionale che ne definisca il quadro complessivo, è l’ennesimo segnale di una sanità che procede senza una programmazione chiara, navigando di fatto a vista”. Lo afferma il consigliere regionale Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), commentando “la comunicazione inviata dalle Usl Umbria 1 e 2 alle strutture private accreditate con cui viene disposta la proroga dell’erogazione delle prestazioni di ricovero e di specialistica ambulatoriale fino al 30 giugno 2026, mantenendo le condizioni attualmente vigenti e applicando un tetto di spesa mensile pari a un dodicesimo del budget 2025, in attesa del rinnovo delle convenzioni”.

“Si continua a rinviare senza una strategia. Si procede - prosegue Giambartolomei - per proroghe, senza indicare chiaramente quale sia il modello di integrazione tra pubblico e privato accreditato: il 31 marzo scade il termine per il rinnovo delle convenzioni tra Regione e strutture private accreditate, un passaggio cruciale per il funzionamento del sistema sanitario regionale. La mancata definizione delle convenzioni entro quella scadenza non comporta solo l’assenza di un piano razionale di smaltimento delle liste d’attesa, ma rischia anche di impedire nuovi convenzionamenti, che potrebbero contribuire a ridurre i ritardi che oggi penalizzano i cittadini”.

“La sanità privata accreditata – aggiunge Matteo Giambartolomei – ha rappresentato negli anni un supporto importante per il sistema sanitario regionale, contribuendo a garantire prestazioni e a ridurre i tempi di attesa. Senza una programmazione chiara e senza convenzioni definite si rischia di aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile. Serve trasparenza. Non è accettabile - conclude il consigliere di opposizione - che su una questione così rilevante per la sanità umbra si proceda attraverso comunicazioni interne delle aziende sanitarie senza un indirizzo politico e amministrativo chiaro da parte della Regione Umbria". RED/mp

Ultimo aggiornamento: 30/03/2026