“Promozione e riconoscimento delle palestre popolari”
Approvata dall’Aula la mozione promossa da Luca Simonetti (M5S) e Fabrizio Ricci (Avs). Astenuti i consiglieri della minoranza
04 Giu 2026 13:52
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(Acs) Perugia, 4 giugno 2026 – Con 11 voti favorevoli (maggioranza) e 5 astenuti (minoranza) l’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato una mozione promossa e sottoscritta dai consiglieri Luca Simonetti (M5S-primo firmatario) e Fabrizio Ricci (Avs) per la “Promozione e riconoscimento delle palestre popolari”.
Con questo atto, la Giunta regionale viene impegnata a “riconoscere e promuovere le palestre popolari e le esperienze di sport sociale quali strumenti di rilevante valore sociale, culturale e sanitario, capaci di contribuire alla coesione delle comunità e alla prevenzione del disagio; promuovere l’integrazione tra le palestre popolari e i servizi sociali, sanitari ed educativi, anche mediante protocolli operativi con enti locali, aziende sanitarie e istituzioni scolastiche, al fine di intercettare precocemente situazioni di fragilità e attivare percorsi di inclusione; valutare l’istituzione di un sistema di riconoscimento regionale delle palestre popolari, anche attraverso la creazione di un elenco o registro dedicato, quale base per l’accesso a forme di sostegno pubblico; sostenere, compatibilmente con le risorse disponibili, le attività delle palestre popolari attraverso strumenti economici dedicati, con particolare attenzione ai contesti periferici, alle aree interne e alle situazioni di maggiore vulnerabilità sociale; favorire, in collaborazione con i Comuni e con ATER, l’individuazione e l’utilizzo di spazi pubblici inutilizzati o sottoutilizzati, attraverso forme di concessione agevolata, per lo sviluppo di attività sportive a finalità sociale; promuovere la creazione di una rete regionale delle esperienze di sport sociale, finalizzata allo scambio di buone pratiche, al coordinamento degli interventi e alla valorizzazione delle esperienze territoriali; prevedere strumenti di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale, educativo e sanitario delle attività svolte, al fine di orientare le politiche regionali in materia di sport, inclusione e salute”.
Illustrando l’atto, Luca Simonetti ha detto che “la pratica sportiva rappresenta uno strumento fondamentale non solo per la promozione della salute, ma anche per la costruzione di relazioni sociali, la prevenzione del disagio e il rafforzamento del senso di comunità; l'Articolo 33 della Costituzione, recentemente modificato, ora recita: ‘La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. La povertà sportiva è strettamente correlata alla dispersione scolastica, all'aumento delle patologie legate alla sedentarietà infantile e al rischio di devianza giovanile. In numerosi contesti urbani e periferici si sono sviluppate esperienze di palestre popolari e di sport sociale, promosse dal basso, capaci di garantire accesso allo sport anche a chi si trova in condizioni economiche o sociali svantaggiate; sul territorio regionale operano numerose realtà associative, comunemente identificate come "Palestre Popolari", che si distinguono per un modello di gestione partecipato e orientato al mutualismo; tali realtà garantiscono l'accesso allo sport a fasce di popolazione altrimenti escluse, operando spesso in quartieri con scarsa offerta di servizi pubblici e trasformando spazi talvolta abbandonati in presidi di socialità e legalità. Queste esperienze possono contribuire in modo significativo anche alla promozione della salute pubblica, attraverso la diffusione di corretti stili di vita e il benessere psicofisico. Le palestre popolari rappresentano anche luoghi di aggregazione, educazione e crescita, nei quali si costruiscono relazioni, si previene l’emarginazione e si sviluppano percorsi di autodeterminazione individuale e collettiva; tali realtà svolgono una funzione che va ben oltre l’attività sportiva, configurandosi come veri e propri presidi territoriali in grado di intercettare situazioni di fragilità, in particolare tra i minori e i giovani, promuovendo inclusione, integrazione e partecipazione. È opportuno riconoscere e valorizzare tali realtà, favorendone l’integrazione con le politiche sociali, sanitarie ed educative del territorio”.
Interventi
Fabrizio Ricci (Avs): “Ringrazio il consigliere Simonetti per la condivisione dell’atto. Le palestre popolari sono presidi di comunità, luoghi in cui ragazze e ragazzi, magari di un quartiere magari periferico, trovano un posto dove stare ed impegnarsi e dove una famiglia con redditi bassi può permettere ai propri figli di fare sport. Si tratta di uno spazio che vive attraverso la cultura collettiva e la solidarietà e non semplicemente il consumo. Siamo convinti che queste realtà hanno bisogno di un riconoscimento maggiore di quello attuale, la possibilità di avere accesso a sostegni e finanziamenti pubblici, in modo che non siano costrette ad operare in condizioni di precarietà. Con questa mozione riconosciamo nello sport sociale non un settore residuale, ma una politica pubblica a tutti gli effetti: di salute, di educazione, di contrasto alla povertà educativa e di inclusione. Le palestre popolari hanno un ruolo importante perché intercettano fasce di popolazione che altrimenti non farebbero sport. Quindi è giusto riconoscere questo valore, investire in esperienze che nascono dal basso e tengono insieme territorio e comunità producendo valore senza necessariamente inseguire il profitto. È importante mettere a disposizione forme di collaborazione con Comuni e Ater per poter individuare ed utilizzare spazi pubblici oggi inutilizzati o sottoutilizzati con forme di concessione agevolata per sviluppare attività sportive a finalità sociale”. AS
