(Acs) Perugia, 8 gennaio 2015 - “Dopo un lungo e complesso percorso partecipativo, l'Assemblea legislativa regionale ha finalmente approvato il Piano dell'offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria, adottando le modifiche sul dimensionamento degli istituti Comprensivi nel Comune di Terni richiesti dagli operatori scolastici e già assunti all'unanimità dalla Commissione consiliare nel dicembre scorso, con l'approvazione di un emendamento che mi vedeva primo firmatario”. Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni, Damiano Stufara.
Per Stufara “il fatto che in questo modo si sia potuto salvare l'Istituto Comprensivo Benedetto Brin, stabilendo allo stesso tempo l'apertura di un apposito tavolo di confronto per garantire l'adeguata prosecuzione del corso montessoriano, consente di ripristinare un quadro di normalità negli assetti gestionali della rete scolastica del territorio e di rispettarne i delicati equilibri socio-culturali, maldestramente ignorati dall'Amministrazione comunale di Terni. Alla soddisfazione per il risultato raggiunto con l'accoglimento delle istanze espresse dal mondo della scuola – continua - si unisce dunque la necessità di aprire una seria riflessione sulla trasparenza, la democraticità e la correttezza dei processi che hanno portato la Giunta comunale di Terni ad assumere scelte in aperto contrasto con gli operatori scolastici coinvolti. Scelte che nei giorni scorsi lo stesso sindaco Di Girolamo, con forzature rispetto all'autonomia del Consiglio regionale ed al percorso partecipativo da questi svolto, ha tentato in ogni modo di ripristinare, stavolta attraverso il suo ruolo di presidente della Provincia”.
Damiano Stufara auspica pertanto “che si possa ricomporre un clima più consono al corretto svolgimento delle attività scolastiche, evitando che in futuro possa nuovamente venir meno il rispetto delle professionalità e delle competenze di chi quotidianamente svolge sul campo il proprio lavoro nella scuola, che andrebbe quantomeno ascoltato da degli amministratori pubblici. Lo stop di un anno alle razionalizzazioni potrà infatti permettere, se il buon senso prevarrà sui conflitti d'interesse dell'assessore-preside Riccardi, di costruire una proposta che sia realmente partecipata e condivisa dagli attori principali del sistema scolastico”. RED/mp