(Acs) Perugia, 22 agosto 2013 - “Con la ripresa, ormai prossima, della piena attività politico-istituzionale, molti nodi vengono al pettine e alcune scelte decisive non potranno più essere rinviate. Da queste scelte emergerà chiaramente se la Regione intende andare veramente verso la difesa e il sostegno dei lavoratori, dei soggetti sociali più deboli, del lavoro, della tutela ambientale, del riequilibrio territoriale e impegnarsi in favore dei più bisognosi e dei più deboli”. Così il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) per il quale “dentro questa cornice è evidente che le scelte che verranno fatte e non fatte sul territorio eugubino e sull'Alto Chiascio saranno dirimenti”.
Il riferimento, come lo stesso Goracci rimarca è al “Piano sui Rifiuti che se dovesse vedere, anche solo lontanamente ipotizzata, l'idea di usare i cementifici come inceneritori significherebbe per Gubbio e il territorio circostante, e ovviamente anche per Spoleto, una sciagura sotto ogni punto di vista. Penso poi – prosegue - al Piano dei Trasporti dove, a onor del vero e con la schiettezza che mi contraddistingue, devo riconoscere che c'è stata adeguata attenzione ed alcuni frutti stanno per essere raccolti: dopo la Flaminia da Gualdo a Osteria del Gatto, sta per aprirsi il tratto Madonna del Ponte-Mocaiana sulla SS219 con l'impegno a cercare di reperire i finanziamenti per arrivare a Montecorona; sulla Perugia-Ancona sembra stiano per sbloccarsi gli incredibili intoppi.
Quello che è totalmente mancato – secondo Goracci - è stata la volontà, almeno, di valutare l'ipotesi di percorso alternativo per la Ferrovia Orte-Falconara dove, personalmente, continuo a ritenere che l'alta velocità di II° livello passante per Foligno, Assisi e l' aeroporto regionale, sia una scelta strategica e di prospettiva per tutta la regione. In questo 'progetto', come negli altri, d'altronde, ho sempre sostenuto le mie posizioni a differenza di tanti, che ai membri del 'Comitato Ultimo Treno' dicevano sì, anche se poi seguivano gli ordini di scuderia dei propri partiti, Pd, Pdl, Psi, Udc, manifestando, di fatto, contrarietà a questa ipotesi”.
Goracci, tuttavia, si sofferma particolarmente “sull'imminente approvazione della 'Programmazione comunitaria- verso il quadro strategico regionale 2014/2020'. In questo Atto – spiega - troveremo alcune significative risorse finanziarie europee che, se ben messe a leva, potranno attivare un circuito virtuoso tale da mettere in moto molti milioni di Euro nei prossimi anni, ciò rappresenterebbe una grande boccata di ossigeno per l'economia di tutta l'Umbria in generale e per Gubbio e l 'Alto Chiascio in particolare. In questo quadro – continua -, per riuscire a dare risposte adeguate (o quantomeno significative) va ricordato che la priorità è il lavoro, con particolare riferimento a quelli che lo hanno perso e a coloro che ancora non sono mai entrati in questo circuito".
Per Goracci “gli obiettivi, dove e come intervenire, in parte sono definiti dalle regole europee, ma è evidente che la Regione, in accordo con tutte le Istituzioni coinvolte, giocherà la partita decisiva. Poiché si tratta appunto di 'scegliere', la Regione non potrà e non dovrà fare parti uguali tra soggetti e realtà che uguali non sono. Si dovrà partire dal riconoscimento di fatto che l'Eugubino-Gualdese vive la più grossa crisi economica-occupazionale dell'Umbria e forse del Centro Italia. A situazioni straordinarie occorre dare risposte straordinarie. Tutto quello che nei vari obiettivi è finanziabile va inserito, ben sapendo che poi c'è la capacità e la volontà delle singole realtà locali, a partire dalle Istituzioni, per arrivare a tutti i soggetti che fanno impresa”.
Goracci rileva quindi e che “a una prima lettura dell'Atto approvato dalla Giunta Regionale, dalla costituzione di reti d'impresa, al tutelare attivamente le risorse territoriali, dall'impegno sulla creazione del lavoro alla valorizzazione dei beni culturali, sono tutti campi dove Gubbio e l'Alto Chiascio hanno requisiti per starci e ottenere importanti finanziamenti. Gubbio – sottolinea Goracci - è senza guida politico-istituzionale. Gli ultimi due anni di governo eugubino sono stati un disastro, e lo afferma in una sede pubblica uno degli eugubini più autorevoli e stimati che aveva sostenuto con forza quel Governo e quella Giunta. Hanno imperato arroganza e incompetenza, volontà di distruggere il passato e il risultato ottenuto è stato il 'commissariamento' della città, la desertificazione totale su tutti i campi: solo a titolo d'esempio cito la fuga di eventi da Gubbio, tra cui Don Matteo, Lumsa, Rally, e il pesante crollo del turismo che assegna a quella città il triste primato in negativo per arrivi e presenze”.
Secondo Goracci “il Commissario prefettizio da solo non potrà assolvere al ruolo che in altri 91 comuni dell'Umbria è svolto insieme da sindaco, Consiglio comunale e Giunta. Il minimo che da Perugia andrebbe fatto è quello di confrontarsi anche in sede istituzionale con chi quelle realtà le conosce. In questa fase – aggiunge - si gioca il futuro per decine di migliaia di cittadini e certo non si dovranno ripetere scelte ridicole come quella sulle farmacie che ha portato l'assessore a dire in Aula che a Gubbio potevano esserci quattro farmacie nel centro storico (tra poche settimane saranno due e tra qualche mese ne rimarrà soltanto una). L'ingloriosa fine del governo eugubino spero abbia aperto gli occhi a quanti, a Palazzo Cesaroni, storcevano il naso quando io in anticipo dicevo che la situazione era grave e pesante. Le scelte che la Regione farà – conclude Goracci - peseranno in primo luogo sulle spalle dei cittadini coinvolti e sugli scenari politici del 2014 e del 2015”. RED/as