(Acs) Perugia, 29 aprile 2013 - “Consapevolezza e reciproca responsabilità: questi gli auspicabili impegni che le parti sociali devono congiuntamente prendere in occasione del 1° maggio. Non servono manifestazioni unitarie tra imprenditori e sindacati, anche perché non si comprenderebbe 'nei confronti di chi' e 'per cosa' dette manifestazioni vengano promosse”. Lo scrive, in una nota, Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) per il quale, comunque, “l’idea dell’onorevole Verini (http://goo.gl/gCixU) ha comunque una sua positività, laddove evoca la fine di sterili contrapposizioni, tra l’altro ormai antistoriche vista la contingenza attuale”.
Per Lignani Marchesani “servono invece normative ad hoc, che facciano proprie, piaccia o meno, intuizioni del periodo fascista ed impianti socio-economici realizzati in Germania attraverso il cosiddetto 'modello renano', che ha visto come principali protagonisti sindacati ed imprese tedesche in un grande sforzo di reciproci riconoscimenti e concessioni. Quindi: promozione della contrattazione di secondo livello attraverso modelli regionali ed individuali; incentivi e detassazioni per le aziende che introducano modelli di partecipazione dei lavoratori, prevedendo una parte del salario flessibile e quote per i dipendenti derivanti dagli eventuali utili. Modelli certamente innovativi in un sistema ingessato come quello italiano, che di fatto troveranno forti resistenze corporative perché significano cessioni di quote di sovranità da parte delle organizzazioni sindacali e datoriali”.
Lignani Marchesani rimarca però che “è compito della politica guidare i cambiamenti e siamo certi che l’onorevole Verini e gli altri parlamentari umbri se ne faranno portatori attraverso l’iniziativa legislativa. Per quanto riguarda il livello regionale – conclude -, a breve ripresenterò, ovviamente aggiornato, un disegno di legge sulla materia che nelle scorse legislature non è stato, dolosamente, neanche portato alla discussione della Commissione competente”. RED/as