(Acs) Perugia, 23 settembre 2015 – La Prima commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato all'unanimità la mozione presentata dai consiglieri regionali Raffaele Nevi (FI) e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) concernente “Iniziative della Giunta regionale riguardo il superamento delle sanzioni alla Russia”. L'atto di indirizzo, che rappresenta un emendamento interamente sostitutivo della mozione di Raffaele Nevi che l'Aula ha esaminato e rinviato in Commissione (http://goo.gl/Xc2lvG), può ora tornare per il voto all'Assemblea legislativa dell'Umbria.
Con il documento si vuole impegnare la Giunta a “ribadire che l'Umbria, regione di pace e dialogo, chiede al Governo italiano un modello inclusivo (Usa, Europa, Russia, Paesi Arabi, Iran e Cina) nell'affrontare e gestire le crisi umanitarie e nel contrastare la minaccia senza confini dello Stato Islamico; si richiama a tal fine ad un ruolo diretto e incisivo l'Onu per gestire i vari conflitti in senso pacifico. Rivendicare in Conferenza Stato-Regioni e in Commissione Affari Europei ed Internazionali, di cui la presidente Marini è responsabile, un maggior ruolo dell'Europa nel facilitare il dialogo tra Stati Uniti e Russia, imprescindibile per la stabilità e prosperità della stessa Europa, andando a superare lo strumento sanzionatorio”. Con la mozione, Nevi e Chiacchieroni chiedono anche “l'istituzione, da parte della Commissione Europea, di un fondo comune speciale tra gli Stati membri al fine di ammortizzare parzialmente o totalmente le ingenti perdite riscontrate dagli imprenditori colpiti dalle contromisure russe alle sanzioni. Continuare a monitorare con gli strumenti di competenza regionale l'impatto delle sanzioni sul tessuto produttivo regionale e in particolare per le piccole e medie imprese, che hanno maggiore difficoltà a mantenere le attuali quote di mercato. Sostenere mediante bandi regionali, a fronte delle spese sostenute, le attività commerciali di marketing, promozione e diversificazione dell'offerta, le imprese umbre operanti in Russia onde evitare che perdano quote di mercato a favore di altri”.
“Forte delle sue radici e anche terra di pace e regione, da sempre protagonista nel favorire il dialogo come spesso accaduto per la questione israelo–palestinese, l'Umbria - si legge infine - può porsi come ponte di pace e di mediazione anche sulle spinose questioni dei rapporti internazionali, favorendo la tradizionale azione del Governo italiano che punta al dialogo tra Paesi, religioni e gli interessi economici. Un intervento sempre più necessario alla luce di allarmanti dati relativi e conseguenti all'applicazione di sanzioni alla Russia che procurano gravi effetti sull'economia italiana. Le preoccupanti proiezioni parlano di un danno per l'Industria italiana di 2,8 miliardi di euro l'anno, con un crollo dell'export nei soli primi 3 mesi del 2015 mentre l'export umbro verso la Federazione Russa ha visto un calo del 14 per cento nel primo trimestre del 2015”. PG/