PRIMA COMMISSIONE: ILLUSTRATO IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA SULLA GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI IMMOBILI REGIONALI

Nella Prima Commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, l’assessore Antonio Bartolini ha illustrato il disegno di legge della Giunta sulla gestione e valorizzazione dei beni immobili regionali. L’assessore Bartolini, inoltre, è intervenuto anche per comunicazioni in merito alla situazione liquidatoria delle Comunità montane. La Commissione ha poi approvato le modifiche al regolamento interno di contabilità dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

Data:

19 Set 2018 17:45

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(Acs) Perugia, 19 settembre 2018 – La Prima Commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per l’illustrazione, da parte dell’assessore Antonio Bartolini, del disegno di legge proposto dalla Giunta per la gestione e la valorizzazione dei beni immobili regionali. L’assessore Bartolini, inoltre, è intervenuto anche per comunicazioni in merito alla situazione liquidatoria delle Comunità montane. La Commissione ha poi approvato le modifiche al regolamento interno di contabilità dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

 

GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI IMMOBILI

Illustrando la proposta della Giunta dal titolo ‘Norme sull’amministrazione, gestione e valorizzazione dei beni immobili regionali’, l’assessore BARTOLINI ha parlato di un disegno legge che vuole compiere una virata non solo nelle forme di gestione e valorizzazione dei beni ma anche nella filosofia che sta dietro il patrimonio immobiliare pubblico. Si tratta di un patrimonio storico che questa legge vuole valorizzare in modo nuovo, con un altro modo di fare mercato, puntando a custodirlo e tramandarlo alle generazioni future, e non più solo a dismetterlo. Non si punta ad una gestione pubblica del patrimonio immobiliare. La proposta della Giunta è di rivedere la gestione in un’ottica di valorizzazione diversa dal passato, con l’apertura a mercati differenti, usando altri strumenti di gestione come la concessione ai privati che possono fare investimenti. Insomma, di gestire in maniera collettiva e comunitaria il patrimonio pubblico. La legge attuale, ha ricordato Bartolini, è datata, ha più di 30 anni, ed è stata gestita nell’ottica di una valorizzazione economica, con l’obiettivo di far cassa. Una filosofia che era prevalente prima della crisi del 2008, ma che oggi è fallimentare perché non c’è più mercato: le aste sono andate deserte, e non sono stati ottenuti risultati neanche con avvisi e contattando investitori istituzionali e internazionali. Il patrimonio regionale ha una storia significativa, che è corretto riconoscere. Ma non vendendo e non gestendo, questo patrimonio si depaupera. Lo scopo di questo disegno di legge è quello di favorire forme di gestione e di valorizzazione dei beni per mantenere il loro valore, in maniera che possano essere trasmessi alle future generazioni, attraverso usi pubblici, anche usi temporanei, coinvolgendo l’associazionismo, il mondo del volontariato, puntando sulle gestioni comunitarie.

I NUMERI

Il patrimonio immobiliare non strumentale di proprietà della Regione Umbria ha un valore di quasi 500 milioni di euro: oltre 200 milioni è il valore dei fabbricati, 98 quello dei terreni e 140 di altre infrastrutture. La sua consistenza è di circa 27mila ettari di territorio agricolo e boschivo; 3mila ettari di aziende agrarie di cui 2mila600 in concessione; i fabbricati rurali in aree marginale sono circa 200, oltre ai ruderi; parte dei 145 fabbricati ex Fcu (caselli ferroviari), dopo la nuova concessione a Rfi; 96 fabbricati ex Anas (case cantoniere); fabbricati ed aree edificabili in zone urbane.

INTERVENTI

Negli interventi dei commissari Maria Grazia CARBONARI (M5S) ha ricordato la necessità di una ricognizione sulle locazioni passive della Regione e di un elenco dei beni regionali, così da poterli confrontare. Per Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic) serve trovare una strada intermedia tra quello che è stato fatto in passato e le nuove proposte, ma le operazioni possono riuscire con un catalogo dei beni adeguato e moderno per essere comunicato. Valerio MANCINI (Lega) ha stigmatizzato la gestione che è stata fatta fino ad ora, chiedendo un cambio dei dirigenti e ricordando i tempi lunghi per la soluzione dell’ex ospedale di Città di Castello. Carla CASCIARI (PD) ha ricordato l’importanza di sbloccare il Banco della terra. Gianfranco CHIACCHIERONI (PD) ha sottolineato che la messa sul mercato rimane ancora oggi un elemento importante perché la valorizzazione avviene con la messa sul mercato dei beni e la dismissione crea sviluppo, ma ha anche auspicato che questa legge possa facilitare l’utilizzo del patrimonio con una gestione meno burocratica. Roberto MORRONI (FI) ha chiesto di abbandonare gli approcci ideologici per un atteggiamento pratico che privilegi l’innesco di processi economici, e ha definito riduttivo l’obiettivo di tramandare il patrimonio visto che se questo non viene opportunamente utilizzato e valorizzato si traduce in qualcosa di negativo per comunità, richiamando l’esempio dell’ex ospedale Calai di Gualdo Tadino.

 

COMUNITÀ MONTANE

Al termine del dibattito l’assessore Bartolini ha annunciato che il 30 agosto è arrivato in Regione il piano di liquidazione unico delle Comunità montane, secondo il quale una unificazione delle attuali gestioni liquidatorie potrebbe portare ad un saldo attivo di due milioni di euro. Se risulterà una strada percorribile, l’Assessore ha preannunciato una norma per l’unificazione delle gestioni liquidatorie. Parallelamente in sede Anci è stato avviato un comitato tecnico-politico per avviare ad percorso da condividere. Ma servono ulteriori approfondimenti. Per questo la Commissione convocherà delle audizioni in merito.

 

REGOLAMENTO INTERNO DI CONTABILITÀ

Inoltre nella seduta odierna la Prima Commissione ha approvato (con i voti favorevoli di Pd, FI e Lega e l’astensione del M5S) le modifiche al Regolamento interno di contabilità dell'Assemblea legislativa proposte dall’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni. Si tratta di cambiamenti dei termini del procedimento di formazione del bilancio di previsione e integrazioni con alcune delle norme regolamentari per la gestione del fondo economale, dei beni mobili e del magazzino dell’Assemblea. Tra le modifiche più rilevanti viene fissato al 30 settembre il termine entro il quale l'Ufficio di presidenza delibera sulla proposta di bilancio di previsione, e viene spostato al 15 novembre la data entro la quale l'Assemblea legislativa approva il bilancio di previsione. DMB/

Ultimo aggiornamento: 28/09/2018