PRIMA COMMISSIONE: “GRUPPO DI LAVORO PER NUOVE MODALITÀ DI SELEZIONE DEI REVISORI DEI CONTI” - DECISIONE DOPO L'AUDIZIONE DELLA PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI COMMERCIALISTI DI PERUGIA

La Prima Commissione consiliare si è riunita questa mattina a palazzo Cesaroni per l'audizione della dottoressa Marcella Galvani, presidente del consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Perugia. La Commissione ha stabilito di costituire un gruppo di lavoro che, anche grazie al confronto con l'ordine dei commercialisti, possa arrivare ad una proposta per nuove modalità di selezione dei revisori dei conti.

Data:

20 Gen 2016 00:00

Tempo di lettura:

4 minuti, 55 secondi

(Acs) Perugia, 20 gennaio 2016 – La Prima Commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita questa mattina a palazzo Cesaroni e ha stabilito di costituire un gruppo di lavoro che, anche grazie al confronto con l'ordine dei commercialisti, possa arrivare ad una proposta per nuove modalità di selezione dei revisori dei conti. La decisione è arrivata al termine dell'audizione con Marcella Galvani, presidente del consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Perugia, che era stata convocata in merito alla proposta di risoluzione “Nuove modalità di selezione dei revisori dei conti” firmata dal consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle).

La Commissione ha poi stabilito di sospendere le sedute sulle modifiche regolamentari in attesa della costituzione della nuova commissione Statuto, per trasmettere al nuovo organismo il lavoro svolto fino ad ora. Ed ha deciso di anticipare la seduta della prossima settimana a martedì 26, con l'audizione dell'Ordine dei giornalisti e dell'Associazione stampa umbra sulla crisi dell'editoria. Questo per rispetto del Giorno della Memoria di mercoledì 27 gennaio e per consentire ai consiglieri di partecipare agli eventi che si svolgeranno per ricordare le vittime dell'Olocausto.

REVISORI DEI CONTI: L'AUDIZIONE, GLI INTERVENTI.
Presentando la sua proposta di risoluzione, Maria Grazia Carbonari ha spiegato che “un organismo che effettua il controllo sui conti pubblici deve avere come requisito fondamentale l'indipendenza dall'ente che va a controllare. Un meccanismo di estrazione a sorte, non legato alla nomina dei partiti, può essere un passo in avanti”.
La presidente Galvani nel corso dell'audizione ha sottolineato come quello della selezione dei revisori dei conti sia “un tema complesso che richiede soluzioni complesse. L'ordine è favorevole all'estrazione a sorte che dà garanzie di indipendenza ma che non deve andare a scapito della competenza, che garantisce un ritorno in termini di qualità del lavoro svolto. Magari si potrebbe fare una preselezione per l'accesso alla lista dalla quale viene fatta l'estrazione, e poi monitorarla nel tempo per vedere se funziona. È importante creare un gruppo di lavoro e vedere come migliorare la normativa sui revisori dei conti che ha bisogno di aggiustamenti non solo per il tema della selezione. Oggi, a tre anni dall'entrata in vigore della legge 148/2011 sull'estrazione dei revisori dei conti, abbiamo l'esperienza per poter fare una serie di modifiche alla normativa regionale utili per garantire l'indipendenza dei revisori e per avere riscontri tempestivi da parte dell'Assemblea legislativa sulla situazione delle partecipate. Ci sono una serie di questioni: serve un meccanismo guidato per avere un ritorno rispetto alle richieste per le verifiche sulle partecipate, le relazioni non arrivano all'Assemblea perché nessuno le chiede e quando arrivano c'è il problema della verifica e delle eventuali sanzioni. Se riteniamo che il revisore dei conti sia utile allora dobbiamo dargli gli strumenti per poter operare. Servono organi collegiali dove inserire i giovani per farli crescere, altrimenti ci troviamo revisori unici alle prime armi come nei Comuni di prima fascia. La collegialità dà maggiori garanzie ma il problema è quello dei costi. Sono contraria a sottopagare i revisori perché il rischio è creare dipendenza e inefficienza. Per garantire la competenza nel registro delle estrazioni l'ordine fa dei corsi di formazione autorizzati dal ministero al termine dei quali c'è un test. È un primo passo. La Regione deve verificare se i revisori sono effettivamente utili: parlate con loro, verificate se sono preparati”.

INTERVENTI Marco Squarta (Fratelli d'Italia): “Sono favorevole alla proposta della Carbonari perché i revisori dei conti sono organi terzi che vanno a controllare società i cui vertici sono nominati dalla politica. Sui criteri di selezione dobbiamo stare attenti, ma il principio di estrazione è giusto perché quando è la politica a nominare si rischia che siano sempre gli stessi”.
Valerio Mancini (Lega Nord): “La discussione che stiamo facendo oggi è ancora più attuale viste le difficoltà finanziarie delle società partecipate. Dobbiamo accorciare le procedure al massimo per avere tempestività nell'informazione. Sono contrario ad un collegio composto di una sola persona, come sta avvenendo per l'Auri. I revisori dei conti dovrebbero essere un collegio plurale, remunerato e responsabilizzato”.
Gianfranco Chiacchieroni (Pd): “Dobbiamo avere coraggio, non fermiamoci solo alla questione dell'estrazione ma assumiamoci le nostre responsabilità. Serve un collegio multiplo per tutelare i giovani, magari riservando liste diverse. Per garantire la qualità si possono attivare preselezioni per comporre liste dalle quali fare estrazioni. Dobbiamo fare un approfondimento sulle proposte dall'ordine, magari per arrivare a una idea condivisa”.
Claudio Ricci (Ricci presidente): “Negli ultimi anni la complessità della contabilità pubblica è molto aumentata. Il collegio deve essere selezionato guardando la professionalità e l'esperienza. Dobbiamo lavorare sulla velocità con cui vengono prodotti i documenti, anche da parte delle partecipate. Prima di portare a bilancio consolidato degli enti le partecipate andrebbe fatta l'ottimizzazione del bilancio delle partecipate stesse. Altrimenti i Comuni non saranno in grado di rispettare molti dei parametri di bilancio”.
Marco Vinicio Guasticchi (Pd): “Dobbiamo capire quale sarà il ruolo futuro dei revisori dei conti, capire come selezionarli. I revisori devono diventare dei manager finanziari, figure che consentono di prevenire i problemi e di dare indirizzi, una sorta di consulente, di garante della certezza dei numeri. Si va verso una razionalizzazione contabile e questo comporterà enormi difficoltà con ricadute pesantissime su bilanci degli enti dal bilancio delle partecipate. Ci potremmo trovare a consolidare delle voragini nei bilanci”.
Maria Grazia Carbonari (M5S): “Per poter risolvere un problema bisogna conoscerlo. Oggi noi non conosciamo la situazione delle partecipate, cosa cruciale per i conti pubblici. Le proposte arrivate dalla presidente dell'ordine sono fondamentali: se vogliamo un contributo su come redigere una proposta sui revisori dei conti chi meglio dell'ordine”.
Raffaele Nevi (FI): “Sarà bene costruire un piccolo gruppo di lavoro per far sì che il meccanismo funzioni sempre meglio. Accolgo la proposta per far nascere un elenco di idonei che siano preparati. Se poi la scelta rimane in capo alla politica non ci vedo niente di male. Altrimenti rischiamo di dare spazio a meccanismi che puntano sulla fortuna e non sulla qualità. I professionisti hanno delle competenze e occorre pagarli il giusto”.
Il presidente Smacchi ha sottolineato come “l'audizione di oggi ha portato suggerimenti importanti. Un punto di partenza per la Prima Commissione, che vuole aprire un percorso anche sulle società partecipate in collaborazione con il Comitato di Monitoraggio”. DMB/

Ultimo aggiornamento: 24/11/2016