PRIMA COMMISSIONE: AUDIZIONE CON L'ASSESSORE BRACCO SULLA PROPOSTA DI LEGGE DEL CONSIGLIERE DOTTORINI (IDV) “DISCIPLINA DELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI STRUMENTALI E DELLE AGENZIE DELLA REGIONE”

Si è svolta questa mattina in Prima Commissione l'audizione con l'assessore regionale Fabrizio Bracco sulla proposta di legge “Disciplina della responsabilità amministrativa degli enti strumentali e delle agenzie della Regione, delle imprese che operano in regime di convenzione e delle imprese che intendono accedere a finanziamenti pubblici”. Sull'atto di iniziativa del consigliere Oliviero Dottorini, che ha come finalità il contrasto dei fenomeni di corruzione, lavoro illegale e disastri ambientali, verranno effettuati approfondimenti per comprendere l'ampiezza della platea dei soggetti interessati e l'eventuale fabbisogno finanziario per garantire una copertura al provvedimento.

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14 Mag 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 14 maggio 2013 - “Una proposta di legge positiva per finalità e obiettivi, di cui però è necessario chiarire l'impatto sul bilancio regionale, portando a termine una ricognizione di società e partecipate che potrebbero accedere ai finanziamenti a fondo perduto”. Lo ha detto l'assessore regionale Fabrizio Bracco, intervenendo oggi ai lavori della Prima Commissione di Palazzo Cesaroni incentrati sull'atto di iniziativa del consigliere Dottorini (Idv) “Disciplina della responsabilità amministrativa degli enti strumentali e delle agenzie della Regione, delle imprese che operano in regime di convenzione e delle imprese che intendono accedere a finanziamenti pubblici”, che ha come finalità il contrasto dei fenomeni di corruzione, lavoro illegale, violazione delle normative poste a tutela della salute e sicurezza sul lavoro e a tutela dell'ambiente.
Dagli interventi dei consiglieri Pd Renato Locchi e Luca Barberini, dello stesso assessore e del consigliere Dottorini (presidente della Commissione) è emersa la necessità di chiarire meglio i limiti di applicazione e i soggetti che potrebbero beneficiare dei contributi mirati all'introduzione di nuovi modelli di gestione, valutando in questo modo le ripercussioni della nuova legge sulle finanze regionali e la sua sostenibilità. Un lavoro di approfondimento di cui si faranno carico gli uffici regionali, per consentire quindi ai commissari di valutare appieno la portata e gli effetti della proposta legge.

SCHEDA
“Il decreto legislativo 'n.231 del 2001' – si legge nelle relazione della proposta di legge - stabilisce che le società e gli altri enti, anche se privi di personalità giuridica, devono rispondere, in sede penale, per i reati commessi dai propri amministratori, dirigenti e dipendenti, se ne hanno tratto vantaggio a se sono stati comunque commessi nel loro interesse. Rendendo le società e gli altri enti corresponsabili dei reati, assieme alle persone fisiche che li hanno materialmente commessi, il legislatore ha inteso sanzionare la mancata adozione di misure organizzative capaci di prevenirli. L'elenco dei reati che ingenerano la responsabilità amministrativa delle società e degli altri enti destinatari delle sanzioni si è progressivamente ampliato, comprendendo: delitti contro la Pubblica Amministrazione, reati societari, delitti di criminalità organizzata, delitti con finalità di terrorismo o di eversione, delitti contro la personalità individuale, delitti contro l'industria e il commercio, delitti informatici, reati in materia di violazione dei diritti di autore, reati di falsità in monete, delitti di ricettazione e riciclaggio, reati in violazione alle norme per la protezione dell'ambiente. Questo decreto prevede che gli enti destinatari della normativa possano godere di una esclusione totale della responsabilità da reato se implementano un modello organizzativo atto a prevenire la possibilità di commissione degli illeciti affidando ad un organismo di vigilanza il compito di verificarne l'effettivo funzionamento. L'adozione di tali modelli organizzativi nel nostro Paese non è obbligatoria, anche se le pesanti sanzioni che possono essere irrogate, ricorrendone i presupposti, costituiscono un forte incentivo alla loro adozione.

Le Regioni, per contrastare la corruzione, il lavoro nero, la violazione delle normative poste a tutela della salute e sicurezza sul lavoro e quelle sulla tutela dell'ambiente, possono utilizzare questa normativa in riferimento a quegli enti e società con le quali interagiscono o che, addirittura, da loro dipendono. La trasformazione in legge di questa proposta, al di là della chiara manifestazione della volontà politica di contrastare attività economiche esercitate in dispregio delle leggi, consentirebbe di garantire la correttezza comportamentale degli enti e società destinatari e di introdurre un efficace deterrente all'infiltrazione mafiosa nella nostra Regione e, infine, contribuirebbe ad eliminare la penalizzazione che oggi le imprese più virtuose si trovano ad avere rispetto a quelle che non hanno scrupoli a trasgredire le normative vigenti”. MP/

Ultimo aggiornamento: 14/05/2013