PRIMA COMMISSIONE: APPROVATI LA RIFORMA DEL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI E IL RIORDINO DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA

Durante i lavori odierni la Prima commissione dell'Assemblea legislativa regionale ha approvato la proposta di legge sulla disciplina del Consiglio delle autonomie locali (Cal) e il disegno di legge sul riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Entrambi gli atti verranno discussi dall'Aula di Palazzo Cesaroni nella prossima seduta.

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25 Set 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 25 settembre 2014 – La Prima commissione dell'Assemblea regionale, presieduta da Oliviero Dottorini, ha approvato, durante la seduta odierna, la proposta di legge dei componenti l'Ufficio di presidenza (Brega, Stufara, Lignani Marchesani, Galanello, De Sio) sulla disciplina del Consiglio delle autonomie locali (Cal) e il disegno di legge della Giunta sul riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab). Entrambi gli atti verranno discussi dall'Aula di Palazzo Cesaroni nella prossima seduta.

CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI - La proposta di legge è stata votata all'unanimità dai commissari presenti e sarà illustrata in Aula da Fausto Galanello (Pd). Essa stabilisce che il Cal debba esprimere parere obbligatorio solo sulle proposte relative ad atti di programmazione regionale, sul disegno di legge di bilancio e rendiconto, sulle proposte di atti riguardanti l'attribuzione e l'esercizio di funzioni dei Comuni e delle Province. Il Cal può esprimere pareri su atti di diversa natura su richiesta dei presidenti di Giunta o Assemblea regionali o di una Commissione. Il parere dovrà essere espresso entro 20 giorni, ridotti a 10 per il bilancio e il rendiconto. In caso contrario si potrà prescindere dal parere. Nei casi di particolare urgenza il parere potrà essere espresso dall'Ufficio di presidenza del Cal. L'Assemblea legislativa può decidere, a maggioranza assoluta dei componenti, di non attenersi ai pareri del Cal.
Il Cal sarà composto da membri di diritto: i presidenti di Province e Regione, i sindaci di Comuni con popolazione pari o superiore a 15mila abitanti. E componenti elettivi: 10 consiglieri comunali di Comuni con popolazione pari o superiore a 15mila abitanti, 6  rappresentanti (3 sindaci e 3 consiglieri) di Comuni con popolazione tra 5 e 15mila abitanti,  8 rappresentanti (5 sindaci e 3 consiglieri) di Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti.

ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA - Il disegno di legge della Giunta di Palazzo Donini è stato approvato con i voti di Partito democratico e Italia dei valori mentre Fratelli d'Italia e Nuovo Centrodestra hanno espresso una “astensione tecnica”. L'atto sarà illustrato in Aula da Manlio Mariotti (Pd) mentre la relazione di minoranza spetterà a Raffaele Nevi (FI).
La norma mira al riordino e alla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (ex Ipab) e alla disciplina delle aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp). L'iniziativa legislativa dell'Esecutivo regionale punta a chiarire un quadro legislativo la cui genesi risale alla fine dell'800, quando la “legge Crispi” trasformò in istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab), conferendogli natura giuridica pubblica, le Opere Pie ed ogni altro ente morale che prestava assistenza ai poveri, si occupava di educazione, istruzione e avviamento a professioni, arti o mestieri. Da allora  interventi normativi e sentenze hanno modificato il contesto giuridico, fino ad arrivare al decreto legislativo numero “207/2001 che riconduce le nuove Ipab a due diverse tipologie: aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) o fondazioni - associazioni di diritto privato (depubblicizzazione). A prescindere dalla forma giuridica adottata, le Ipab trasformate, che operano prevalentemente nel campo socio assistenziale, saranno inserite nel sistema integrato di interventi e servizi sociali. Il decreto ha rinviato alla disciplina regionale la definizione del ruolo e delle funzioni delle Ipab: modalità di concertazione con i diversi livelli istituzionali; definizione delle modalità di partecipazione delle Ipab e della loro rappresentanza alle iniziative di programmazione e gestione dei servizi; apporto delle Ipab al sistema integrato di servizi sociali e socio-sanitari. Il patrimonio delle ex Ipab eventualmente estinte per l'impossibilità di procedere alla trasformazione passerà ai Comuni.

GLI EMENDAMENTI. Durante i lavori sono stati approvati alcuni emendamenti: prevedere la facoltà, per la Giunta, di attivare la Conferenza dei servizi in caso di parere difforme (o mancante) del Comune, sulla trasformazione della ex Ipab (Mariotti–Pd); disciplinare anche i requisiti per ricoprire la carica di vicepresidente e prevedere un regolamento per acquisti e gestione del patrimonio (Nevi–FI); predisporre di una relazione, da parte della Giunta ed entro 6 mesi, sul numero delle Ipab, il loro patrimonio e il personale impiegato (Comitato legislazione); prevedere una premialità (tra il 3 e il 10 percento), nella suddivisione del Fondo sociale regionale, per i Comuni che rispettano la legge che obbliga di riservare il 5 percento degli affidamenti a cooperative di tipo B (Dottorini–Idv). MP/

Ultimo aggiornamento: 25/09/2014