PREFERENZA DI GENERE: “L’IDV PUO’ ACCELERARE IL PERCORSO DELLA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE” - NOTA DI ZAFFINI (FARE ITALIA)

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08 Mar 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 8 marzo 2012 - “Sulla doppia preferenza di genere confidiamo nella abnegazione del consigliere Brutti affinché solleciti il collega di partito Dottorini, nel suo ruolo di presidente della commissione competente in materia di modifiche legislative, per portare con urgenza all’ordine del giorno la proposta di legge elettorale che introduce la possibilità di esprimere due preferenze purché di sesso diverso”. E’ il commento del consigliere Franco Zaffini (Fare Italia), primo firmatario della proposta di legge sulla cosiddetta “doppia preferenza di genere”, alle dichiarazioni del collega dell'Idv.


“Siamo certi – prosegue – che il consigliere Brutti sia perfettamente a conoscenza del fatto che, da oltre un anno, insieme alle colleghe Rosi e Monacelli, ho portato all’attenzione del Consiglio la questione della rappresentanza femminile nelle istituzioni, proponendo una modifica sostanziale alla legge elettorale che prevede un inasprimento delle sanzioni amministrative per chi non rispetta la quota ‘cinquanta e cinquanta’ nella composizione delle liste dei candidati e soprattutto che modifichi il sistema delle preferenze, agevolando l’ingresso delle donne nelle istituzioni, senza ricorrere al meccanismo distorto e poco meritocratico delle ‘quote rosa’”.


Zaffini ribadisce la propria contrarietà alle “logiche da riserva indiana”, ritenendo di dover mettere le donne “in condizioni paritarie di partenza e non in condizioni privilegiate d’arrivo”: “una legge elettorale in tal senso – spiega – consente di allargare la base dei ‘contendenti’ senza stravolgere la regola aurea della democrazia secondo cui chi ha più voti riceve il mandato rappresentativo dagli elettori. L’ingresso di un maggior numero di donne nelle istituzioni, dove avvengono i processi decisionali collettivi – prosegue Zaffini - non è una mera questione di numeri, né rappresenta un totem ideologico, ma attiene alla progettualità politica di un Paese, di una Regione, di una città. Oggi, sta a noi, a questa classe politica, in cui ad una presidente donna corrisponde una totale mancanza di rappresentanza femminile nella maggioranza del Consiglio regionale, scegliere se traghettare l’Umbria verso un sostanziale equilibrio di genere o lasciare che il nostro assetto sociale rimanga claudicante con il peso sbilanciato a danno del genere femminile e quindi di tutti noi”. RED/pg
 


 

Ultimo aggiornamento: 08/03/2012