(Acs) Perugia, 30 marzo 2016 - “I poveri restino poveri. La presidente Catiuscia Marini ha stabilito che i croissant posson bastare. E può bastare anche la ristrettissima platea scelta dalla novella Maria Antonietta da Todi, in armonia col governo nazionale, il governo delle banche e dei tentativi di comprimere le pensioni di reversibilità. E così, in Umbria, i croissant saranno lanciati ad appena 3mila famiglie (dato, in realtà, tutto da verificare), quando quelle interessate sarebbero viceversa 40mila circa”. Lo afferma, facendo riferimento alle misure di sostegno al reddito presentate ieri dalla Giunta, il capogruppo regionale M5S Andrea Liberati.
Secondo l'esponente dell'opposizione consiliare “è bene ricordare allora che le risorse destinate al Sistema per l'inclusione attiva rappresentano una cifra pari a un decimo rispetto a quella necessaria per uscire dalla soglia di povertà. Inoltre salta agli occhi la miserrima cifra destinata a chi ha redditi pari a zero: 80 euro al mese. Con questi numeri, i percettori potranno accedere alla colazione per ben 30 giorni. Mancano però il pranzo e la cena. Per il M5S non si tratta di una misura seria ma della legalizzazione dell’elemosina”.
Liberati aggiunge che “se è vero che ognuno di noi conosce la vergogna degli esodati, conosce persone che lavorano anche per 3/400 euro al mese, ha amici invalidi retribuiti con 290 euro al mese, pensionati con trattamenti da Terzo mondo, ecco allora che, in questa corsa al ribasso, con gli 80 euro al mese, forse sarà sembrato a certuni come il nuovo standard e, soprattutto, un modo facile per mettersi a posto con la propria, cattiva, coscienza. Ancor più insostenibile è però il fatto che tale scelta venga anche condita dalle ipocrite dichiarazioni di quel che resta della sinistra al potere. Una sinistra – conclude il capogruppo pentastellato - col portafoglio a destra: infatti, dopo aver assegnato 80 euro ai più bisognosi, per sé ogni mese aggiunge generosamente due zeri, spiccando il volo sopra quota 8mila euro, senza nemmeno un taglio, neppure simbolico. Da rigetto”. MP/