POLITICA: “VICINANZA E SOLIDARIETÀ UMANA E POLITICA ALLE CENTINAIA DI PERSONE A CUI È STATO IMPEDITO DI PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE BENVENUTI IN PALESTINA, FLYTILLA” – NOTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE GORACCI

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18 Apr 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 18 aprile 2012 – “Chi porta solidarietà e vicinanza a chi è più debole e soffre viene trattato come un pericoloso terrorista”. Il consigliere regionale Orfeo Goracci commenta la notizia riguardante “un gruppo di pacifisti e ‘amici dei Palestinesi’ di varie parti del mondo che aveva organizzato una manifestazione internazionale di solidarietà ‘Benvenuti In Palestina, Flytilla’ per segnalare le difficoltà negli spostamenti per chi vive nei territori occupati. A costoro – spiega Goracci - è stato impedito di partire dai vari aeroporti d’Europa, nonostante avessero un regolare biglietto acquistato, perché segnalati nella ‘lista nera’ predisposta dal governo e dai servizi segreti israeliani e chi è riuscito ad arrivare a Tel Aviv è stato fermato (incarcerato) e tenuto in centri di detenzione”.


 

Goracci fa sapere che a titolo personale e come consigliere regionale dell’Umbria manifesta la sua “vicinanza e solidarietà umana e politica alle centinaia di persone a cui è stato impedito di praticare un’azione nobile e costruttiva nella quale mi riconosco pienamente. Vorrei che le istituzioni umbre, a partire dalla Regione, che hanno alle spalle una storia e una tradizione di condivisione, collaborazione, pacifismo, non violenza, solidarietà e cooperazione, manifestassero lo stesso intento. Senza venir meno alla diplomazia, al rispetto per tutti gli interlocutori e, arrivo a dire, alle esigenze di realpolitik – aggiunge -, non può non essere stigmatizzato il fatto che da sempre, e oggi più che mai, in Palestina c’è una situazione indegna. La sproporzione tra l’arroganza dei pochi ‘coloni’ sostenuti e coperti da uno degli eserciti più preparati del mondo e i tanti Palestinesi a cui è impedito di vivere in condizioni minimamente accettabili in tutti i campi, dalla libertà di muoversi alla possibilità di avere dei servizi primari indispensabili, è sotto gli occhi del pianeta intero. Non c’è di peggio che sentirsi ed essere ‘prigionieri’ in casa propria”.


 

Un popolo – conclude Goracci - non si uccide solo con bombe e a cannonate, come pure spesso in quella martoriata terra avviene, ma anche impedendogli di crescere. Un colpo di reni da parte della Regione Umbria simbolo di pace e tolleranza sarebbe un bel segnale”. RED/

Ultimo aggiornamento: 18/04/2012