POLITICA: SÌ ALL'APPELLO 'CAMBIARE SI PUÒ', PER UNA PRESENZA ELETTORALE ALTERNATIVA ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2013 - STUFARA (PRC-FDS) FAVOREVOLE AD “UNIRE L'OPPOSIZIONE SOCIALE”

Damiano Stufara, capogruppo di Prc-Fds a Palazzo Cesaroni, dichiara la sua adesione all'appello 'Cambiare si può', come possibilità di “creare le condizioni per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013”, nella quale far convergere tutte le forze sociali alternative alle politiche neoliberiste del Governo Monti, ai diktat della Troika europea e alla “carta d'intenti” del Pd”.

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08 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia 8 novembre 2012 – “L'appello 'Cambiare si può', promosso lo scorso 4 novembre nell'intento di 'creare le condizioni per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013', non è solamente l'ultima iniziativa in ordine di tempo per riaggregare le forze sociali alternative alle politiche neoliberiste del Governo Monti e di chi lo sostiene,; ma una vera alternativa per la costruzione di una proposta elettorale autonoma”. Lo afferma Damiano Stufara, capogruppo di Prc-Fds dichiarando la sua adesione all'appello “Cambiare si può” spiegando che la proposta di indire un'assemblea pubblica di tutti gli aderenti consente finalmente di rispondere ad un'esigenza troppo a lungo disattesa, ovvero quella di riunire quanti credono che la possibilità di un'alternativa ai “diktat della Troika europea” e alla “carta d'intenti” del Pd”.

L'urgenza della situazione, determinata dalle politiche recessive della tecnocrazia italiana ed europea - aggiunge Stufara - è ormai enorme e intollerabile. Preparare la scadenza elettorale significa per noi riflettere sui modi con cui consolidare l’opposizione sociale e tradurla in un'organizzazione complessiva dei tanti conflitti che stanno maturando dentro la crisi. Il successo del No Monti Day del 27 ottobre – aggiunge - e le istanze ispiratrici del prossimo sciopero europeo del 14, ben diverse per radicalità e qualità da quelle che animano la mobilitazione parallela della CGIL, dimostrano l’esistenza di una domanda di cambiamento che le forze di opposizione possono recepire solo se sapranno produrre qualcosa di più grande, più radicale, più forte per cambiare lo stato cose presenti e fermare il governo delle banche”.

Secondo Stufara la minaccia alla “possibilità di decidere collettivamente rappresentata dalle controriforme del Governo esclude progressivamente ogni spazio di contrattazione o di collaborazione con le organizzazioni politiche o sindacali che si sono impegnate, direttamente o indirettamente, a proseguire le politiche di austerità, il cui rovescio è appunto l'esautorazione delle forme di confronto democratico. Il riconoscimento di questo dato di fatto, alla base delle ragioni dell'appello, è il vero spartiacque della politica italiana. Non si tratta più solamente di resistere – conclude Stufara - ma di allestire una proposta che fornisca un contesto alternativo, che faccia convergere la galassia di piccole lotte verso una prospettiva comune, che si assuma la responsabilità e il rischio di battersi per questo fine”. Red/gc

Ultimo aggiornamento: 08/11/2012