(Acs) Perugia, 12 marzo 2013 - “Nel question time del Consiglio Regionale di oggi era in calendario una mia interrogazione urgente, presentata il 16 novembre 2012, sui rischi di depotenziamento che corre l'ospedale di Gubbio – Gualdo Tadino e sulle incredibili attese per alcuni esami, come ad esempio quello senologico completo che presenta ben 15 mesi d'attesa. Ancora una volta l'interrogazione non si è discussa”. Lo sottolinea il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista Umbro) aggiungendo “non mi permetto certo di giudicare le ragioni che hanno determinato questa scelta. Tuttavia, per l'ennesima volta, pongo un problema di contenuti, di garbo e di rispetto politico nei confronti di un consigliere che era di maggioranza e che sulla sanità ha assistito a scelte sbagliate e nocive per Gubbio sul Puc 2 (ex ospedale di Gubbio a Piazza 40 Martiri), a una scelta ridicola, quella sulla pianta organica delle farmacie, sempre riguardante la città dei Ceri. Non meno grave è il mancato invito a un ex sindaco ora consigliere regionale alla celebrazione di un'opera, come l'ospedale nuovo, che l'aveva visto protagonista. E per finire, chissà perché, le interrogazioni del sottoscritto che non si riescono a discutere, salvo richiedere la mia presenza quando si tratta di alzare la manina per arrivare ai 16 voti necessari per la riforma sanitaria o lo Statuto”.
“Non voglio certo addossare la croce a un solo assessore – conclude Goracci - e per scelte recenti mi permetto di ricordare come si sono comportati presidente e maggioranza sull'elezione del vice presidente del Consiglio di maggioranza (record al ribasso con elezione a 12 voti) o sui cambi repentini di ordini del giorno su biomasse e biogas. Mi fermo qui, ma assicuro che l'elenco sarebbe ancora lungo, e, come ho detto più volte: 'non si deve stare per forza in luoghi dove non si è né ascoltati né graditi'". RED/mp