POLITICA: “QUADRO REGIONALE E NAZIONALE MOLTO PREOCCUPANTE. IN UMBRIA CI ASPETTANO SCELTE IMPORTANTI SU SANITÀ E NUOVI ASSETTI ISTITUZIONALI” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), evidenziando “le settimane calde che aspettano la Regione Umbria chiamata a fare scelte importanti come quella della sanità e nuovi assetti istituzionali”, punta il dito sul Governo Monti per le scelte fatte relative ai tagli alla spesa pubblica. Goracci definisce l'Esecutivo nazionale “antipopolare, attuatore di un vero e proprio massacro sociale, attento solo verso i poteri forti e le banche in particolare e che, purtroppo, non ha ricevuto dall’Umbria, che pure viene devastata dai tagli, nessuna forma di protesta o contestazione degne di tale nome".
29 Ago 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 29 agosto 2012 - “Come Regione Umbria ci aspettano settimane calde su scelte importanti come quella della sanità e nuovi assetti istituzionali, in particolare dopo le scelte sui tagli alla spesa pubblica del Governo Monti. Un governo antipopolare, attuatore di un vero e proprio massacro sociale, attento solo verso i poteri forti e le banche in particolare e che, purtroppo, non ha ricevuto dall’Umbria, che pure viene devastata (via tribunali, via una provincia, colpi mortali a scuola e trasporto pubblico, sanità sbriciolata, servizi sociali e alla persona quasi azzerati), nessuna forma di protesta o contestazione degne di tale nome”. È quanto scrive, in una nota, il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) che vuole sottolineare come, “con la fine di agosto si dovrebbe riprendere la normale attività lavorativa ed istituzionale, ma così non sarà. La meteorologia – commenta - ha fatto la sua parte nel rendere i territori assetati e facile preda di distruttivi incendi, anche se in questo campo la scintilla è sempre stata frutto dell’assurdo comportamento umano”.
Tornando sui tagli decisi dal Governo Monti che hanno interessato l'Umbria, Goracci evidenzia come “la presidente Marini ha dato qualche timido segnale di indipendenza e reazione solo sulla sanità. Squassare la storia e l’identità di una regione, la sua autonomia e la sua indipendenza è il bel regalo di Monti e dei suoi 'professori'. A queste condizioni, per noi rappresentanti delle istituzioni umbre è sempre più difficile agire e le prospettive sono quelle di veder scomparire la nostra Regione. In questo quadro desolante – scrive Goracci - rischiamo di distinguerci in negativo per conservatorismo e mancanza di coraggio. Qualcuno mi dovrà spiegare perché in una regione dove veniamo 'spogliati' di tutto, dove anche la Regione taglia, limita, raggruppa, l’unica cosa che sembra non poter essere superata è la presenza di due aziende ospedaliere. A cosa servono? Quali benefici portano? Difficile da far capire. Sarà forse che, come fa Monti a livello nazionale con le banche e i grandi poteri forti e consolidati, in Umbria si soggiace a quel potere, certo non trascurabile, quale è l’Università e non si ha quindi il coraggio di osare e superare o almeno dimezzare le aziende ospedaliere?
La povertà cresce – va avanti Goracci -, la disoccupazione dilaga, quante saranno le attività che a settembre non ripartiranno? Non possono certo valere per questo le risposte/proposte della Fornero che sono assurde, antisociali e recessive. Nello scenario nazionale la situazione è addirittura peggiore. Basti pensare a Taranto o alla miniera di carbone del Sulcis dove circa 400 lavoratori, a cui va tutta la mia solidarietà, sono scesi a protestare a 400 metri sotto terra, ovunque le risposte della politica non esistono. Chi inquina e crea danni alla salute e all’ambiente deve pagare o si requisisce ( a Gubbio con l’Ecofarm lo abbiamo fatto qualche anno fa). Il capitalismo così becero e disumano – attacca il consigliere regionale -, con le sue forme preottocentesche è riuscito addirittura a mettere l’un contro l’altro il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Ma si pensa davvero che si possa continuare a lungo su questa china senza che esploda una incontrollabile protesta sociale? Rileggendo qualcosa di essenziale del vecchio Karl Marx si può notare quante cose aveva intuito, capito e ben descritto più di un secolo e mezzo fa”.
Goracci si dice convinto che “gli scenari politici che si prospettano non assicurano niente di buono. Un partito – spiega - deve cimentarsi con la sua capacità di governare e guidare i processi senza ipotizzare aprioristicamente ruoli di minoranza e di opposizione. Certamente in forma millesimale, ma nel comune di Gubbio all’inizio del terzo millennio abbiamo dimostrato che ciò è possibile: devono sempre essere chiari gli obiettivi e da che parte stare e chi avere come 'compagni' di viaggio. Forze che si dichiarano progressiste e di sinistra la prima cosa che debbono fare è quella di tagliare con Monti e il 'professorismo' antipopolare del suo governo. Senza questo elemento di chiarezza si vende solo fumo e si ridà fiato a Berlusconi, si prendono in giro i cittadini che sono sempre più stanchi ed hanno esaurito capacità di sopportazione e tolleranza”.
Per Goracci, “anche le ipotesi di riforma elettorale di cui si parla sono contraddittorie e in più aspetti antidemocratiche. Il sistema proporzionale puro, al massimo con un leggero premio di maggioranza, è la forma democratica più piena e vera. Di certo – spiega - si sfiora il ridicolo quando si dice che il 'porcellum' va eliminato perché esprime un Parlamento di nominati. Verissimo. Ma il 40 o 50 per cento degli eletti con lista bloccata o elezioni in collegi non è di nominati? Chi sceglie e piazza gli eletti sicuri nelle liste bloccate? Chi gli eletti nella eventuale quota di premio di maggioranza? Chi sceglie e chi candida nei collegi cosiddetti sicuri? In questo modo il cittadino non sceglie un bel niente! la soglia di sbarramento al 5 per cento priva milioni di cittadini di legittima e democratica rappresentanza. In questo quadro sconfortante la sinistra che fa? Alcuni cercano qualche strapuntino nel Pd che di Monti rivendica tutto, altri, pesando di più, qualche posto in Parlamento e al Governo. Altri 'pietiranno' alleanze con 'odiati' competitori dopo che pochi mesi fa venivano considerati 'venduti' a Sel o ad altri compagni come il sottoscritto (ma a dire il vero mi è andata di gran lunga peggio!) che semplicemente con realismo e un po’ di 'occhio' invitavano a maggior dialogo, ora sosteniamo e facciamo tutti il tifo per Fava (e ne sono contento)”.
Secondo Goracci, ora, “nell’interesse di questo paese e della sinistra italiana c’è la necessità di mettere insieme un ampio raggruppamento della sinistra che tenga legate la FDS (ma ci sarà più?), IdV, Verdi, Sel (comunque quella parte di Sel che non accetterà inciuci 'casinisti') ma anche altre parti di sinistra variegata, comunista, post comunista, sindacale e associazionistica, da Sinistra critica, a Ferrando, a Rizzo, con un programma di una decina di punti condivisi: per i beni comuni, per i diritti dei lavoratori, una patrimoniale sulle ricchezze, contro le guerre e le missioni militari, per la difesa dell’ambiente contro nucleare ed incenerimento, contro le grandi opere (no Tav, Ponte sullo stretto, contro il metanodotto Brindisi Minerbio), difesa e rafforzamento di scuola, sanità e trasporto pubblico, laicità dello Stato e diritti civili, avversione totale alle politiche monetarie della Germania e della Banca europea veri padroni dell’economia nel nostro continente, non sostegno nelle realtà locali a governi 'montiani'. Un programma chiaro e di sinistra – conclude Goracci -, i cittadini lo possono condividere o meno”. RED/as
