(Acs) Perugia, 27 marzo 2015 - Il presidente del gruppo regionale PD, Renato Locchi, esprime il proprio “rammarico” per la mancata discussione e approvazione in Aula dei disegni di legge “Norme sulle politiche giovanili” e “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”. Locchi, nel dirsi quindi dispiaciuto che l'Assemblea legislativa non abbia “potuto” affrontare i due atti, come sarebbe stato “utile ed opportuno”, rimarca come in questi casi ci sia “spesso la schiera di anime belle che si stupiscono, si indignano o cadono addirittura dal pero''.
In realtà, come spiega Locchi, la vicenda che ha portato alla mancata trattazione in Aula dei due atti è “assai semplice”. Nell'ultima riunione della Prima Commissione – spiega il presidente del PD – (23 marzo scorso, protrattasi per l'intera giornata), riunita per approvare atti importanti quali il Bilancio 2015 e la legge di riordino delle Province, a un certo punto dei lavori, come risulta dai verbali, si sono assentati il presidente Dottorini e il componente Stufara, determinando una situazione di sostanziale blocco dei lavori in quanto la maggioranza era rappresentata solo dai 4 consiglieri del PD e l'opposizione da 4 rappresentanti, ma potendo contare su 5 voti, in quanto quello del vicepresidente valeva doppio”.
“È stato così – sottolinea Locchi - che la maggioranza che governa la Regione da 5 anni si è venuta a trovare in minoranza e, per evitare che venisse meno il numero legale e non si potessero approvare gli atti di cui sopra, il gruppo PD ha condiviso con quello del Psi la decisione 'sofferta' che ha condotto poi in sede di conferenza dei capigruppo a non includere nell'ordine del giorno dei lavori i due ddl sulle politiche giovanili (giunto peraltro in Commissione solo il 17 marzo 2015) e quello sulla parità di genere”.
“Questi – conclude Locchi – sono i fatti. Tutto il resto sono parole al vento, frutto di una 'politica politicante' che si basa solo su sterili giochetti e che è sostanzialmente estranea alla verità e a quegli interessi che si pretenderebbe di rappresentare'”. RED/tb