(Acs) Perugia, 28 maggio 2011 – “Nella Regione Piemonte, governata dal centro destra, scoppia uno scandalo in sanità e l’assessore Caterina Ferrero del Pdl viene raggiunta da una informazione di garanzia. Il capogruppo del Pd in Piemonte, in attesa degli accertamenti della magistratura, insieme al segretario regionale del suo partito chiede le dimissioni dell’assessore”. Fiammetta Modena, capogruppo regionale “Per l'Umbria”, fa un accostamento tra la vicenda giudiziaria piemontese e e quella riguardante il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria, Eros Brega, rilevando come, in quest'ultima, sono stati “ben diversi” i toni del comunicato stampa dei capigruppo del centro sinistra.
“Un comunicato supponente – afferma Modena -, in cui il centro sinistra dava lezioni di garantismo al centro destra. Il capogruppo del Pd Locchi e compagni si sono stracciati le vesti, accusando il centro destra di incoerenza e doppiezza nelle posizioni”. Fiammetta Modena, nel rilevare il comportamento “doppiopesistico” del centro sinistra nelle due vicende, domanda: “Se il centro sinistra in Piemonte chiede a gran voce che l’assessore se ne vada, come mai in Umbria fa un ragionamento opposto e difende il presidente del Consiglio, accusato di peculato e concussione? Forse l’informazione di garanzia nel Nord Italia – aggiunge - ha un valore diverso rispetto a quella Umbria?”.
Il capogruppo di “Per l'Umbria” chiede se si è di fronte ad un “federalismo garantista modello Pd o, forse, più semplicemente, in Umbria si è capaci solo di dare 'addosso' al centro destra quando chiede le dimissioni, facendo paragoni con i casi di mezza Italia, mentre ci si dimentica delle piroette del centro sinistra”. Secondo Modena, sono due le differenze “vere” tra il caso Umbria e il caso Piemonte: “La prima – spiega – è che che nella Regione governata da Cota il presidente ha preso una posizione precisa, dicendo chiaro e tondo che avrebbe eliminato le mele marce. La seconda è che l’assessore raggiunto dall'informazione di garanzia ha dato le dimissioni. Mentre in Umbria – conclude Modena - tutto tace”. RED/tb