POLITICA PATRIMONIALE DELLA REGIONE: “LA GIUNTA DEVE CHIARIRE SU LEGITTIMITÀ E COERENZA CON LE FINALITÀ DEL ‘LASCITO FRANCHETTI’” -INTERROGAZIONE DI LIGNANI (PDL) SU ALIENAZIONE BENI A CITTA’ DI CASTELLO

In una interrogazione alla Giunta regionale, il consigliere Andrea Lignani Marchesani (Pdl) chiede chiarimenti riguardo il patrimonio immobiliare della Regione derivante dall’eredità dei baroni Franchetti, nel tifernate. In particolare Lignani Marchesani vuol avere chiarimenti “sull’esistenza o meno di un vincolo giuridico riguardo la disponibilità alla vendita di questi beni e sull’opportunità di tale operazione” oltre che sull’esistenza di una diffida in tal senso che sarebbe stata presentata dal presidente pro tempore di “Tela Umbra”.

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03 Mar 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 3 marzo 2011 – Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) interroga la Giunta regionale per avere chiarimenti riguardo il patrimonio immobiliare di sua proprietà derivante dall’eredità dei baroni Franchetti. In particolare il consigliere chiede lumi “sull’esistenza o meno di un vincolo giuridico riguardo la disponibilità alla vendita dei beni del ‘lascito Franchetti’, sull’esistenza di una diffida in tal senso presentata dal presidente pro tempore di ‘Tela Umbra’ sull’opportunità, a prescindere dalle risposte riguardo i punti precedenti, di alienare un patrimonio di alta valenza culturale, sociale e simbolica non solo per la comunità tifernate, ma per l’intera Regione, in relazione al ruolo filantropico svolto dai baroni Alice e Leopoldo Franchetti nei primi anni del XX secolo”.

 

“Nel ‘Programma di politica patrimoniale per il triennio 2011/2013’ della Regione Umbria – spiega Lignani - portato all’attenzione della prima Commissione consiliare, spiccava l’assenza dell’assessore competente, con i tecnici delegati che evidentemente non erano in grado di fornire risposte di natura prettamente politica. Nell’atto, infatti, è scritto a chiare note che alcuni beni derivanti dal ‘lascito Franchetti’ sono stati posti in vendita: nell’ordine magazzini e fondi tra via Sant’Antonio e via dei Pinchitorzi, l’area adibita a camping della Montesca e soprattutto la villa di Rovigliano. Coerentemente con la loro destinazione originaria – prosegue - sono stati invece giudicati inalienabili e destinati alla formazione i locali della ‘Tela Umbra’ e di Villa Montesca. È bene ricordare che l’attuale presidente di ‘Tela Umbra’ ha sollevato in sede istituzionale la necessità di rispettare le finalità del lascito, dichiarazioni che a detta dello stesso presidente sarebbero state seguite da atti circostanziati”.

 

Nell’interrogazione Lignani chiede conto dell’esistenza di “eventuali vincoli che insistano su detto patrimonio, dell’eventuale esistenza di una diffida in tal senso presentata dall’attuale presidente di ‘Tela Umbra’ ed in ogni caso si richiede una presa di posizione di merito, da parte della Giunta regionale, sull’opportunità di vendere (o svendere) un patrimonio che rappresenta un pezzo di storia importante per Città di Castello”.

 

“La Legge Regionale 14/97 (“Norme sull’amministrazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale”) – ricorda Lignani - intende infatti ottimizzare il vasto patrimonio regionale e bilanciare vendite di parte dei beni con la valorizzazione di altri. Non vorremmo – conclude - che i proventi della eventuale vendita di un patrimonio di alta valenza simbolica e storica serva magari a valorizzare luoghi che insistono su tutt’altra parte del territorio regionale”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 03/03/2011