(Acs) Perugia, 7 marzo 2016 - “Se nella seduta di mercoledì 9 marzo la crisi non si risolve, con la nomina di un assessore alla sanità, la presidente della Regione deve dimettersi, favorendo il ritorno alle elezioni regionali anticipate, che si possono svolgere a giugno in concomitanza con le elezioni comunali”. Lo dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) spiegando che nella seduta dell'Assemblea legislativa convocata per dopodomani verrà discussa “una risoluzione che impegna a scegliere i dirigenti della sanità sul curriculum e criteri di cambiamento, evitando una durata dell'incarico superiore a 10 anni, nonché azioni per eliminare sprechi e inefficienze ed arrivare, in tempi rapidi, ad una unica Azienda sanitaria locale e una unica Azienda ospedaliera con sedi in Perugia e Terni”.
“Dopo mercoledì 9 marzo, se nulla sarà accaduto, tutti coloro che vogliono un reale cambiamento – aggiunge Ricci - devono raccordarsi per determinare una mozione di sfiducia al presidente della Regione. Non ci sono da attuare strategie, tattiche o riflessioni politiche, occorre essere chiari e incisivi con i cittadini che ci guardano e tornare al voto per cambiare realmente. Non sarebbe accoglibile, nemmeno eticamente, mentre in Umbria crescono le famiglie povere, le aziende in difficoltà e chi cerca un posto di lavoro, voler continuare a dare una immagine negativa della politica dedicata solo al puro esercizio del potere per il potere. In un momento come questo non ci sarebbe consentito, soprattutto moralmente”.
Ricci annuncia infine che “si sta completando un voluminoso dossier, che verrà consegnato agli organi di controllo, sulla notte delle elezioni regionali del maggio 2015: sono avvenute cose statisticamente curiose e poco probabili, è la prima volta in Italia che una proiezione, fatta contando schede reali, vede in testa dell'1.7 percento un candidato, al 21 percento del campione, che poi risulta perdente”. RED/mp