POLITICA: “MANCATO INVITO PER I CINQUE ANNI DELL’OSPEDALE DI GUBBIO GUALDO, GAFFE ISTITUZIONALE O SGARBO POLITICO?” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)
02 Mar 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 2 marzo 2013 - “Alcuni organi di informazione e diversi partecipanti alla bella iniziativa fatta presso l’ospedale di Gubbio Gualdo (ieri, 1 marzo 2013, ndr) in occasione dei cinque anni dalla sua inaugurazione, che ha visto la rimpatriata di molti protagonisti di allora, hanno notato la mia assenza. E’ vero, non c’ero, banalmente perché nessuno mi ha invitato; sono di quella scuola di educazione che dice che non si va in case o a feste dove non si è invitati. Certo la cosa fa riflettere. La Regione con la sanità non è proprio soggetto estraneo e non lo sono le Asl e le rispettive dirigenze. Devo sommessamente ricordare che il primo marzo 2008 (allora ero sindaco di Gubbio) ho tagliato il nastro insieme all’allora presidente Lorenzetti e che attualmente sono un consigliere regionale, per di più espressione di questo territorio”. Lo puntualizza il consigliere Orfeo Goracci (Comunista umbro).
“Il mancato invito – continua – è una clamorosa e ingiustificabile leggerezza diplomatico/istituzionale (che fine ha fatto la “cortesia istituzionale?) o è uno sgarbo politico? Qualunque sia delle due, credo ci sia poco da aggiungere e non sono sorpreso più di tanto per come governo regionale e assessorato si comportano nei miei confronti. Proprio ieri sono intervenuto (ovviamente ignorato), ricordando cosa hanno fatto e fanno Regione e Assessore alla sanità su farmacie e vecchio ospedale di Gubbio. Non so quanto possa interessare alla presidente e alla maggioranza, ma, visto che l’ho già detto in Consiglio regionale, del sottoscritto non ci si può ricordare per l’approvazione della Riforma sanitaria, quando manca una manina o un dito per arrivare a 16 e poi 'dimenticarsene' praticamente ad ogni richiesta e, quindi, anche negli inviti. Questa fase, dal mio punto di vista, non può che considerarsi conclusa”.
“Per quanto attiene all’ospedale di Gubbio Gualdo – conclude - una semplice considerazione: la storia non si dimentica”. RED/PG
