POLITICA: “LE DIVISIONI DENTRO AL PD BLOCCANO IL LAVORO DEL CONSIGLIO REGIONALE” - CONFERENZA STAMPA DEI GRUPPI DI OPPOSIZIONE SUL “MARTEDÌ NERO DEL PARTITO DEMOCRATICO”

I gruppi di opposizione (Up-Ncd, FI, FdI, Udc) hanno tenuto una conferenza stampa sul “martedì nero del Pd, che testimonia come le fibrillazione interne al Partito democratico stiano minando il lavoro del Consiglio regionale”. Secondo i consiglieri del centrodestra sono “due i fatti emblematici: la mattina, con una decisione sorprendente in Aula, il Pd ha di fatto bloccato il testo unico sull'Urbanistica dopo averlo votato in Commissione. E nel pomeriggio, in Commissione Statuto, ha dimostrato di non volere una nuova legge elettorale ma di puntare a votare con quella vecchia”. 

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18 Dic 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 18 dicembre 2014 – “Il martedì nero del Pd testimonia che le fibrillazioni interne al Partito democratico stanno minando il lavoro del Consiglio regionale. La mattina, con una decisione sorprendente in Aula, il Pd ha di fatto bloccato il testo unico sull'Urbanistica dopo averlo votato in Commissione. E nel pomeriggio, in Commissione Statuto, ha dimostrato di non volere una nuova legge elettorale ma di puntare a votare con quella vecchia”. È questo l'allarme lanciato nella conferenza stampa di tutte le forze di opposizione che si è tenuta questa mattina a Palazzo Cesaroni. Presenti all'appuntamento Massimo Mantovani e Massimo Monni (Up-Ncd), Raffaele Nevi, Rocco Valentino e Maria Rosi (Forza Italia), Franco Zaffini, Raffaele De Sio e Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) e Sandra Monacelli (Udc).

Mantovani (Up-Ncd) ha ricordato che “l'altro giorno abbiamo assistito ad un martedì rosso di vergogna per il Pd, con due fatti emblematici della confusione che regna nella maggioranza e che si riversa sui lavori del Consiglio. Nell'ultima seduta dell'Assemblea legislativa, infatti, è stata fatta una scelta singolare rimandando il testo unico sull'Urbanistica in Commissione. Ma i consiglieri regionali del Pd avevano votato l'atto in Commissione dopo un lavoro di circa un anno. Incredibilmente, poi, hanno deciso di bloccare un testo importante, atteso da tante categorie e che avrebbe consentito una semplificazione in una materia molto complessa. Nel pomeriggio, dopo avere posto in essere una serie di rinvii, il Partito democratico ha ancora cercato di prendere tempo. E questo malgrado i nostri tecnici avessero già detto che la loro legge presentava elementi di incostituzionalità, soprattutto sul premio di maggioranza. Tutto ciò nonostante avessero preso l'impegno di votare la legge elettorale entro il 22 dicembre. Allora la domanda è se il Pd questa legge la vuole fare veramente o se cerca di allungare i tempi per andare al voto con quella vecchia, leggermente modificata. La guerra tra bande all'interno del Partito democratico – ha concluso Mantovani - sta minando il lavoro del Consiglio regionale, come ha dimostrato la riunione della Seconda commissione di ieri dove non siamo stati in grado di votare la legge sulle sagre per mancanza del numero legale che il Pd non è stato in grado di garantire”.

Raffaele Nevi (Fi) ha sottolineato come “le fibrillazioni dentro al Partito democratico stanno bloccando il lavoro del Consiglio regionale”. Per Alfredo De Sio (FdI) questa situazione sulla legge elettorale “è frutto della miopia del Pd e della paura che paralizza i suoi consiglieri regionali”. Secondo Franco Zaffini (FdI) “il Pd non vuole fare una nuova legge elettorale, ma solo piccole modifiche all'attuale per arrivare ad un monocolore nello schieramento del centrosinistra della prossima legislatura”. Per Massimo Monni (Up-Ncd) “l'unico interesse del gruppo regionale del Pd è quello di non avere un listino, così da non favorire il segretario regionale del loro partito”. Sandra Monacelli (Udc) ha spiegato che “nel Pd c'è una profonda contraddizione tra ciò che si dice e quello che si fa concretamente. Basta guardare a quello che sta succedendo sulla legge elettorale. Sul doppio turno il Pd ancora non ha elaborato il lutto per la sconfitta a Perugia. C'è un conflitto di ruoli e interessi nei consiglieri di maggioranza che puntano solo a tutelare se stessi”. Per Rocco Valentino (Forza Italia) “il Pd non vuole fare una nuova legge elettorale. La presidente Marini ha fallito perché ha puntato tutto sui testi unici e poi non è riuscita ad approvarli. Su quello dell'urbanistica lei e l'assessore Paparelli dovevano accorgersi dei problemi prima che il testo arrivasse in Aula. Ci sono 13 comuni che aspettano questo testo unico per approvare i loro piani regolatori”.

In conclusione, sollecitati dalle domande dei giornalisti, i consiglieri di opposizione hanno specificato che “il tavolo delle primarie del centrodestra per l'individuazione del prossimo candidato alla presidenza della Regione è ancora in piedi e rimane convocato per gennaio”. Inoltre è stato spiegato che nella nuova legge elettorale “se non verrà introdotto il doppio turno, proporremo le primarie per legge”. DMB/

FOTO: http://goo.gl/h9hkPb
 

Ultimo aggiornamento: 18/12/2014