(Acs) Perugia 5 aprile 2012 – “La revoca delle deleghe ad un assessore, politicamente amico del presidente della Provincia, avvenuto ieri ad Umbertide, è solo l’ultimo atto di una guerra per bande che coinvolge la sinistra umbra ed in particolare il partito di maggioranza relativa”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani osservando che, “la lista delle polemiche e delle diatribe, negli ultimi mesi è lunghissima e coinvolge molte realtà locali: dal piccolo Comune fino alla massima Istituzione regionale. Il tutto con lo sfondo di vicende giudiziarie eclatanti e potenzialmente destabilizzanti”.
Per Lignani Marchesani, che le definisce “lotte di potere interne al centrosinistra” con evidenti ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini, “la cosiddetta area moderata della maggioranza che si sente umiliata e sottorappresentata, come dimostrano i fatti alto-tiberini di Umbertide e di Città di Castello, dovrebbe recidere finalmente il cordone ombelicale che la tiene legata a maggioranze che si dimostrano innaturali”.
Dopo aver messo in guardia sul rischio che “le sbandierate riforme si arenino proprio su dispetti interni alla maggioranza o sulla spartizione di deleghe”, il consigliere aggiunge: “Il centrodestra non è certo disponibile a sponde estemporanee, ma può dare comunque (ed esclusivamente) un contributo disinteressato a una concreta stagione di riforme”. Pur non volendo “metter becco in lotte intestine - conclude Lignani Marchesani - crediamo che i cittadini umbri abbiano diritto, tanto più in una difficile contingenza economica, ad una trasparente ed efficace azione normativa ed amministrativa”. GC/gc