(Acs) Perugia, 26 luglio 2011 – “Ieri sera abbiamo stanato il Pd ed in particolare la Giunta regionale, che ha messo il veto rispetto ad una possibile intesa tra maggioranza e opposizione sulla riduzione delle Aziende sanitarie della nostra regione, che era stata praticamente fatta in Conferenza dei capigruppo. Abbiamo avuto tutti la percezione di quanto sia forte il partito della conservazione dello status quo che si annida all'interno del Pd, tanto da smentire lo stesso capogruppo Locchi, che aveva dato il suo assenso alla riduzione entro l'anno". Lo afferma il capogruppo regionale del Pdl Raffaele Nevi.
“Anche le altre forze di maggioranza (Idv, Prc e Socialisti), che si erano dichiarate assolutamente favorevoli alla nostra proposta, hanno dovuto fare marcia indietro di fronte al niet della presidente della Regione, rinnegando le loro stesse posizioni, mentre tutto ciò – continua Nevi - ha anche prodotto un dissenso muto da parte dei tre consiglieri ex Margherita e del consigliere Carpinelli, che hanno abbandonato l'Aula poco prima del voto. Meglio loro, che non se la sono sentita di aggiungere il loro voto alla bocciatura della mozione, di chi (come Idv, Rifondazione e Socialisti) per salvare la poltrona ha dovuto alzare la mano pur non condividendo assolutamente ciò che votava”.
“Per quanto riguarda noi – conclude - siamo orgogliosi di aver dato all'Umbria la dimostrazione che la Marini parla di riforme solo per propaganda, salvo fare esattamente il contrario nei fatti. Era già successo con le norme per le nomine di primari e direttori generali, oggi c'è la prova definitiva”. RED/pg