(Acs) Perugia, 3 novembre 2017 – La destabilizzazione in atto nell'area del Mediterraneo, la recrudescenza del terrorismo e l'impatto con i Paesi europei e l'Italia in particolare. Il ruolo “centrale” dell'Umbria per ricostruire le basi di un dialogo che veda l'Italia giocare da protagonista. La sostanziale rinuncia dell'Unione europea a svolgere un'azione incisiva per fare del Mediterraneo un grande punto di forza e una opportunità per tutta l'Europa. Questi i punti sviluppati da Mimmo Srour, responsabile per le politiche del Mediterraneo del Psi, da Giampiero Bocci-sottosegretario al ministero degli interni e da Marco Vinicio Guasticchi-vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria nel corso della conferenza “Mare Nostrum” (“ricadute delle crisi Medio Orientali sulla stabilità europea”) che si è svolta oggi a Palazzo Cesaroni su iniziativa del vicepresidente Guasticchi, con il patrocinio dell'Assemblea legislativa dell'Umbria.
Quella di oggi è la prima di una serie di tre conferenze pubbliche, con al centro le problematiche geo-politiche ed economiche nell'area del Mediterraneo, che si svolgeranno tutte a Palazzo Cesaroni (la prossima, giovedì 16 novembre, nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni alle ore 17, sul tema: “La primavera araba. Utopia o gelida realtà”).
Nel corso del suo intervento, Srour ha spiegato che l'Umbria “per la sua storia e la sua vocazione, può essere centrale per ricostruire il dialogo nel Mediterraneo. È necessario però che l'Italia ritrovi il protagonismo di un tempo sullo scenario mediterraneo e mediorientale”. È stato ricordato poi che il ciclo di conferenze avviato oggi è motivato “da quanto sta avvenendo nel Mediterraneo e che, in modo inevitabile, interessa l'Italia. Dai Fenici ai Romani – ha ricordato Srour - il Mediterraneo non è stato sempre di scontro e di guerra, ci sono stati momenti di collaborazione che possono tornare solo se noi, che siamo in prima linea, ci impegniamo concretamente. Non si può guardare altrove – ha aggiunto - perché siamo i primi a pagare le conseguenze di quanto succede su quelle sponde. L'Unione europea, prima di una politica estera e di una politica di difesa, non si è mossa in modo uniforme, con flussi migratori che non possiamo governare o controllare. Con la conseguenza della nascita di un sentimento razzista prima praticamente assente e con rischi terroristici che fino ad ora siamo fortunosamente riusciti ad evitare, al contrario di Francia e Spagna”.
Il sottosegretario BOCCI ha ricordato che la primavera araba è stata una stagione “straordinaria sul piano degli ideali, con Paesi che hanno abbracciato i valori della libertà e un'Unione europea che però ha rinunciato al suo obiettivo più importante: quella di fare del Mediterraneo un grande punto di forza e una grande opportunità per tutta l'Europa, non solo per i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ma l'Europa non solo non ha esercitato un ruolo politico forte come avrebbe dovuto, ma li ha invece lasciati soli. Così l'Italia è stata costretta ad affrontare le emergenze e i flussi di migranti da sola, a volte anche con l'ostilità degli altri Paesi europei”. Il rappresentante del Governo ha poi spiegato che se oggi i flussi sono diventati “gestibili” lo si deve al ruolo svolto dall'Italia, “a cominciare dagli accordi fatti con la Libia dal nostro governo. Ma il tema fondamentale – ha sottolineato Bocci - rimane l'atteggiamento dell'Europa per come è stato e per quello che sarà, con la consapevolezza che finora è stato al di sotto delle aspettative e non all'altezza delle sfide che deve affrontare”.
Secondo il vicepresidente GUASTICCHI la crisi decennale del Medio Oriente, “è stata causata da variegati motivi e in molti casi da errate strategie delle nazioni occidentali e sta destabilizzando l'area del Mediterraneo, manifestandosi con le varie problematiche che nel tempo si sono susseguite e purtroppo continuano a verificarsi”. Guasticchi ha ricordato “la recrudescenza del terrorismo e la crisi provocata dalle ondate di profughi. Tutto ciò provoca uno stato di forte criticità nei Paesi a nord del Mediterraneo, in particolare all'Italia”. Ecco perché, secondo il vicepresidente dell'Assemblea legislativa è “importante cercare di capire le origini e le varie sfaccettature di questo globale problema politico, sociale e militare, anche per saper interpretare le notizie che ci arrivano tramite i media, che non sempre rispecchiano un approccio oggettivo. L'obiettivo di oggi è quello di conoscere meglio la realtà che ci circonda. Perché – ha concluso Guasticchi - sarà anche grazie ad un forte impegno sul piano della corretta conoscenza dei fenomeni, ed ad un conseguente e appropriato intervento se l'attuale crisi potrà un giorno trasformarsi anche in una opportunità positiva, sia sul piano politico che economico”. PG/MP
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