POLITICA: “INCOMPATIBILITÀ ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CITTÀ DI CASTELLO” - PER LIGNANI MARCHESANI (FD'I) “UNA AUTOREFERENZIALITÀ POLITICA CHE DEVE ESSERE ELIMINATA”

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) denuncia un caso di incompatibilità che si sarebbe creato all'interno dell'assemblea della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello. Secondo Lignani un consigliere comunale di maggioranza vi sarebbe stato nominato di recente, andando a creare un nuovo caso di sovrapposizioni e doppi incarichi.

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11 Nov 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 11 novembre 2013 - “Niente di personale, ma le regole devono valere per tutti: Città di Castello è scivolata negli ultimi anni in un clima orwelliano di autoreferenzialità per cui esiste una tipologia di persone più uguali degli altri o se si preferisce una casta che fa e disfa incarichi all'interno di un circuito vizioso da cui la maggioranza che governa Città di Castello non è esente”. Lo denuncia il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Andrea Lignani Marchesani, secondo cui “il decreto legislativo anticorruzione '39/2013' stabilisce numerose incompatibilità ed è controverso se queste siano applicabili anche a soggetti come le Fondazioni bancarie di non ancora ben definita personalità giuridica. Fanno però fede gli statuti in vigore che devono essere assolutamente rispettati”.

L'esponente dell'opposizione evidenzia che “l'articolo 12 dello statuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello stabilisce chiare incompatibilità politiche ed altrettanti divieti di sovrapposizione con gli Enti che nominano soggetti nell'organo di Indirizzo. Un consigliere comunale di maggioranza è stato nominato di recente in Assemblea e non può mantenere la carica. Per trasparenza e per rispetto dell'alta missione della Fondazione lo statuto deve essere rispettato. Occorre quindi che quanto prima il diretto interessato opti dimettendosi o da consigliere comunale o da membro della Fondazione. Ma c'è di più. Sempre l'articolo 12 stabilisce una incompatibilità tra componente degli organi della Fondazione e membro di organi di indirizzo, amministrazione e controllo di enti che nominano componenti negli organi della Fondazione stessa. La ratio evidente – osserva Lignani Marchesani - è quella di avere responsabilità le più diffuse possibili ed evitare concentrazioni di potere. L'esatto contrario di quello che è avvenuto con sovrapposizioni e doppi incarichi che non sono ormai eccezioni, ma regole. Si deve immediatamente ripristinare – conclude - il rispetto dello statuto e fare un rigoroso controllo di cariche e nomine sanando eventuali conflitti di interesse e violazioni statutarie, pena la perdita di credibilità di un ente che vista la crisi in corso avrà responsabilità importanti di ammortizzatore sociale e di organo di sussidiarietà orizzontale”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 11/11/2013