(Acs) Perugia, 17 febbraio 2014 - “Non vorremmo che fossero proprio i dipendenti con i loro stipendi e i perugini con le bollette più alte d'Italia a pagare i carrozzoni della sinistra, mal gestiti e che offrono servizi a singhiozzo per mancanza di risorse”. Così il consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, Massimo Monni, commenta le vicende della società di raccolta e smaltimento rifiuti Gesenu, dove “l'aria che tira non sembra essere così serena”.
Secondo Monni “le vicende giudiziarie dei mesi scorsi e il risultato di verifiche a livello finanziario, evidenziano sempre più una realtà economica della società molto preoccupante ed uno stato delle finanze assai delicato. Nonostante dai vertici dell'azienda arrivino smentite e rassicurazioni, lo scetticismo che aleggia tra i rappresentanti dei lavoratori prevale in maniera netta sulle eventuali strategie presentate da Gesenu. I 'tecnici esperti' posti ai vertici per risanare le precarie condizioni economiche della società – aggiunge - non sembrano essere così risolutivi come si paventava e non sembrano nemmeno così sganciati dalla politica come invece avrebbero dovuto essere”. Il consigliere di opposizione rileva che in “realtà la gestione dell'azienda è tale e quale a prima, visto che non si riescono nemmeno a reperire i soldi per gli stipendi dei lavoratori. Secondo le proiezioni, sembra certo che le buste paga verranno pagate di sicuro solo fino a giugno. Da lì in poi è tutto da vedere. Di fatto quindi nonostante si tenda ad offuscare la reale situazione, il tracollo di Gesenu non sembra così remoto”. RED/mp