POLITICA: “IL 5 FEBBRAIO CHIUDE L’ISTITUTO ‘DON BOSCO’, MA LA REGIONE DECIDE DI FINANZIARE I GASP, INVECE DI SOSTENERE LA FORMAZIONE DEI GIOVANI” – NOTA DI ROSI (PDL)

Maria Rosi (Pdl) sostiene che finanziare i Gruppi di acquisto solidale e popolare, come ha deciso ieri a maggioranza il Consiglio regionale, è solo un modo attraverso il quale il centrosinistra “vuole assicurarsi un pacchetto di voti per le prossime elezioni regionali”, invece di preoccuparsi di cose, secondo Rosi, più importanti, come la formazione dei giovani. E cita il caso dell’istituto “Don Bosco”, che l’amministrazione regionale “sta lasciando morire, nonostante la richiesta di aiuto”.

Data:

02 Feb 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 2 febbraio 2011 – “Finanziare i Gasp (Gruppi per l’acquisto solidale e popolare) vuol dire sprecare i soldi pubblici, perché si vuole potenziare una fetta di mercato per risanare un settore che avrebbe bisogno di ben altro”. La consigliera del Pdl Maria Rosi non è convinta della legge approvata ieri in Consiglio regionale, perché “in un momento di grande crisi – spiega - potenziare i gruppi d'acquisto solidali vuol dire solo assicurarsi un pacchetto di voti per le prossime elezioni regionali, ed è inoltre scandaloso che ci permettiamo di spendere 120mila euro l’anno per potenziare una ‘beneficienza mirata’”.

“Le famiglie umbre – continua - non arrivano alla terza settimana del mese, le imprese falliscono, aumentano i cassintegrati e noi produciamo una legge sui Gasp. Si parla di gruppi  solidali e ci si dimentica, volutamente, di chi da tanti anni offre un grande servizio alla comunità umbra, come l'istituto Don Bosco, che la nostra amministrazione sta invece lasciando morire. Si dovrebbe pensare di più e discutere un po' meno. La politica dovrebbe tornare ad occuparsi di dare risposte ai cittadini. Non si può parlare di giovani se gli neghiamo gli strumenti necessari per acquisire professionalità. Dovremmo investire sulla formazione scolastica e lavorativa dei nostri giovani, ma ancora una volta si sceglie di non guardare a quelle che sono le reali urgenze della nostra regione”.

“Vorrei ricordare a chi governa l’Umbria che il 5 Febbraio chiude l'istituto Don Bosco con 450 ragazzi, forse era il caso di dare maggiore attenzione a questa problematica visto che si tratta della formazione professionale dei nostri giovani? La sinistra umbra continua a dichiarare con assoluta sfrontatezza che vuole puntare sui giovani e il loro futuro, ma allo stesso tempo vota una legge che rafforza solo  i loro ‘clienti’ e non la cultura dei nostri giovani. Alla richiesta di aiuto dell'istituto salesiano, come al solito, è seguito un silenzio assordante.  Le istituzioni non solo non dovrebbero occuparsi solo del preservare le proprie posizioni di potere, ma dovrebbero essere in grado di tirare fuori il meglio per i cittadini e soprattutto per i giovani”.

“Con la votazione di ieri la sinistra ha dimostrato solo la sua arroganza nei metodi di conservazione del potere. Se questo è l'insegnamento che vogliamo dare ai nostri giovani – conclude - forse è meglio che diventino maestri di loro stessi”. RED/pg

 

Ultimo aggiornamento: 02/02/2011