POLITICA: “GUBBIO IN PIENA CRISI E DECADENZA. LA REGIONE CONCORRE AL DECLINO E LO CERTIFICA” - INTERVENTO DI GORACCI (CU)

In un intervento articolato su diversi argomenti, il consigliere regionale Orfeo Goracci (gruppo Comunista umbro) ripercorre quelli che sono – a suo giudizio – errori strategici e sottovalutazioni nell'atteggiamento e nelle decisioni della Regione nei confronti della città di Gubbio: la non concessione dell'indirizzo scolastico alberghiero, la viabilità che non migliora, il “depotenziamento” dell'ospedale di Branca, la fiction “Don Matteo” che se ne va, le modificazioni alle Logge de Tiratori e un'amministrazione cittadina che “si rimangia le promesse elettorali: un triste quadro – secondo Goracci – condito da tutta l'ipocrisia possibile”.

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25 Feb 2015 00:00

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(Acs) Perugia, 25 febbraio 2015 - “Sul finire della legislatura alcune riflessioni, peraltro già da me sviluppate e rese note in tutti i consessi, ritornano spontanee all'attenzione mia e dei cittadini, davanti all'evidenza, purtroppo sempre più negativa, dei fatti. Guardando specificamente al panorama eugubino, tali riflessioni acquistano necessariamente il carattere di una forte critica all'operato della Giunta regionale, oltreché del nuovo sindaco. Se si considera, in particolare, l'arco temporale che va dal 2011 al  2015, vi sono elementi e vicende che balzano agli occhi nella loro lampante ingiustizia, gravità, pesantezza: si consideri la votazione finale sull'Alberghiero a Gubbio: un macigno, una ferita aperta che grida vendetta”. Parte da qui la critica del consigliere regionale Orfeo Goracci (Misto- Comunista umbro) alle scelte operate dalla politica nei confronti della città di Gubbio.

“Una Regione matrigna nega alla sesta città dell'Umbria il sacrosanto diritto di avere, nel quadro della propria offerta formativa, un indirizzo perfettamente aderente alla propria vocazione e ai propri bisogni – spiega Goracci -, il tutto dopo annunci trionfalistici di amministratori abituati a vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato e a procedere per slogan a effetto (Renzi docet), anziché sui binari del duro lavoro e dell'impegno. Si aggiungano a questo fatto, già di per sé gravissimo, i ritardi inconcepibili sul fronte della viabilità: non solo la vicenda della Perugia-Ancona, dove varie dinamiche hanno inciso, ma anche sul fronte della semplice manutenzione e del ripristino della normale percorribilità di alcune arterie. La Strada della Contessa vede dal dicembre 2013 la presenza del semaforo, con circolazione alternata nei due sensi in un suo tratto; per stanziare gli oltre 700mila euro necessari all'intervento e far partire l'iter dei lavori per la definitiva risoluzione del problema, ci sono voluti quasi due anni, nonostante le mie continue sollecitazioni. Come dire, gli Eugubini 'cornuti e mazziati',  isolati, marginalizzati, tagliati fuori dalle grandi direttrici del traffico e pure penalizzati rispetto alle poche arterie stradali esistenti, costretti a subire disagi rilevanti nei periodi 'caldi' dell'anno”.

“Se poi volgiamo lo sguardo alla situazione del tessuto produttivo – prosegue Goracci - il panorama è di una drammaticità che non ammette toni edulcorati: la vicenda Merloni, ben lungi dall'essere risolta, sta lì a rappresentare la terribile agonia economica di un intero territorio. La chiusura di altri importanti siti produttivi, o comunque la loro irreversibile crisi, legata anche alle dinamiche perverse della globalizzazione, aggiunge tinte fosche al quadro complessivo, con una quantità di cassintegrati e disoccupati vicina, per entità, a quella di alcune aree depresse del Meridione. So bene che, rispetto a certi processi, il ruolo delle Regioni e degli Enti locali non è certo quello di chi sta nella celeberrima stanza dei bottoni, ma è anche vero che, su questo fronte, la Regione non ha profuso il necessario impegno e non ha giocato tutte le carte che poteva giocare in virtù delle sue attribuzioni. Si è lasciato vegetare per anni un Accordo di programma palesemente debole e inadeguato in alcuni suoi corollari”.

“Rispetto alle problematiche della sanità – continua - è sotto gli occhi di tutti il depotenziamento dell'ospedale comprensoriale di Branca, con scadimento generale del livello dei servizi e rischi, all'orizzonte, di ulteriori e ben più pesanti 'retrocessioni'. Personalmente, su questo tema, come su altri, ho sempre preso posizione in maniera netta e inequivocabile, mentre altri colleghi, espressione del territorio, hanno preferito, per interesse di bottega, cantare le lodi della Giunta, anche quando questa agiva in palese contrasto con gli interessi della comunità di riferimento. Recentemente, poi, altri capitoli si sono aggiunti, ad arricchire il repertorio non proprio edificante dell'azione politico-amministrativa regionale verso Gubbio, una città che fa scappare la fiction 'Don Matteo' mentre la Regione contribuisce con l'aiutino di spot particolari! A una mia interrogazione sulle Logge dei Tiratori, volta a chiedere lumi attorno ad un'operazione inaccettabile, a uso e consumo unicamente dei poteri forti, che danno le carte a una politica sempre più debole, si è risposto in maniera freddamente burocratica, come se la 'vetrificazione' di un monumento tra i più importanti e simbolici per un'intera città fosse una questione di dettaglio e non di sostanza. Naturalmente, l'attuale amministrazione in carica a Gubbio, guidata da un sindaco che in campagna elettorale, per captare consensi, aveva manifestato la sua netta opposizione al progetto, salvo rimangiarsi tutto una volta passate le elezioni, si è fatta forte di queste ambiguità, debolezze e furberie, il tutto per mandare in porto l'operazione”.

“Davvero un triste quadro – conclude Goracci - condito da tutta l'ipocrisia possibile immaginabile”. RED/pg
 

Ultimo aggiornamento: 25/02/2015