(Acs) Perugia, 4 marzo 2016 - “Altro tassello sulla via dell'implosione: il M5S dà il benvenuto agli accertamenti, pur tardivi, della Guardia di Finanza a Palazzo Cesaroni, così come rivelati stamane sugli organi di stampa. Da mesi ricordiamo che solo in Umbria e in Toscana, diversamente da ogni altra regione, le autorità hanno tuttavia fin qui proceduto con una certa lentezza nell'approfondire le dinamiche dei gruppi consiliari”. Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.
“Per aver espresso una legittima opinione – dicono i consiglieri pentastellati - fondata sulla mera osservazione empirico-comparativa, fummo subito tacciati di giustizialismo, di manettari. Il punto resta soltanto uno: verificare con accuratezza se qualcuno tra gli eletti abbia sbagliato, gestendo i fondi dei gruppi in modo disinvolto, applicando dunque alla politica il rigore equanime della legge, se del caso, restituendo tutta la verità alle comunità umbre. Fin qui, i vecchi partiti in Umbria hanno proseguito nell’autoproclamarsi puliti, ribadendo che le indagini erano ormai compiute. Oggi, invece, scopriamo che sono tutt’altro che chiuse. Intanto siamo giunti a primavera 2016: la stampa si riferisce a possibili fattispecie risalenti al 2012, fino a ben cinque anni fa. Fattispecie che, da sinistra a destra, è bene ricordarlo, non possono ovviamente riguardare il M5S, considerando che esso è presente in Regione soltanto a partire da questa precaria legislatura, concretamente avviatasi nel luglio 2015”.
“Ci chiediamo tuttavia – concludono - come mai il nostro gruppo possa esser stato tenuto all’oscuro di un fatto così rilevante quale il blitz della Finanza a Piazza Italia: infatti noi non rappresentiamo degli estranei, ma siamo legittimi inquilini di Palazzo Cesaroni. È bene che il Segretario generale designato ne tenga conto”. RED/pg