(Acs) Perugia, 18 marzo 2014 -”A prescindere dal danno di immagine che si sta procurando all'Ateneo di Perugia (la più antica università italiana orientata agli stranieri, conosciuta e rispettata in tutto il mondo) la cosa grave è che i 500 mila euro utilizzati per l'iniziativa che sembrerebbe definita 'inutile', sono una bella somma che, alla luce di quanto emerso, potevano essere utilizzati e gestiti per scopi di sviluppo dell'Università stessa”. Così il consigliere regionale di opposizione Massimo Monni (Ncd) commenta quanto pubblicato dai quotidiani Il Tempo e il Fatto (http://rassegna.crumbria.it/pdf/600454.pdf) “sull'indagine avviata dalla Corte dei Conti per verificare se ci sia stato o meno un danno erariale di 500 mila euro commesso proprio dal capo del dicastero e attuale ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, quando, in tempi non troppo remoti, ricopriva l'incarico di rettore dell'Università per stranieri. Mezzo milione di euro per un progetto pagato ma mai avviato dall'Università per stranieri di Perugia, in merito al quale anche la Guardia di Finanza starebbe acquisendo una serie di documenti che fanno riferimento proprio all'attività svolta dall'ex rettore”.
Per il consigliere regionale di opposizione “di fatto l'indagine in corso che sta appurando l'eventuale danno erariale, è un fatto gravissimo. La conseguenza più opportuna è che il ministro si dimetta dall'incarico almeno fino a quando la vicenda non sarà conclusa. Il tam tam mediatico che nei giorni scorsi ha investito un sottosegretario del Nuovo Centrodestra senza nessuna inchiesta in corso, ma tutto basato su chiacchiere, lo ha portato alle dimissioni. Il metro di giudizio – conclude Monni - deve essere uguale per tutti”. RED/mp