POLITICA: GIUSTA LA POSIZIONE SUL CASO MUSUMECI, MA COME MAI QUEL GARANTISMO È MANCATO NEL CASO GORACCI? - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) CRITICA STUFARA E RUSSO SPENA
04 Ago 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 4 agosto 2012 - “Ho superato abbondantemente il mezzo secolo e ad oggi nessuno è mai riuscito a tapparmi la bocca anche se in politica il più delle volte sarebbe opportuno tacere e far finta di non sentire. Anche questa volta, dopo aver letto la lettera aperta al ministro della Giustizia di Damiano Stufara e Giovanni Russo Spena non posso non dire quanto segue: condivido e sottoscrivo totalmente la lettera sul caso Musumeci e sulla funzione del carcere (http://goo.gl/T07Vj). Purtroppo per me ho più conoscenza e competenza di altri sulla inutilità e sulla distruzione che arreca quel luogo. Principi saggi, di civiltà, di buon senso quelli letti nella lettera al ministro". Lo afferma il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) facendo seguire “una domanda che sorge però spontanea. Mi chiedo dove erano Stufara e Russo Spena quando il 14 febbraio il sottoscritto e altre 8 persone (diverse delle quali compagne e compagni) venivano private della libertà, sbattute in galera in fase di indagine, con una campagna mediatica disumana e incivile, con incredibili azioni della politica locale e testimonianze false e inventate, distruggendo vite, storie personali, esperienze politiche e di lavoro portate come vanto dal partito in tutta Italia, devastazione di famiglie con forme da far invidia ai talebani? Allora andava tutto bene, era tutto giusto?”.
Goracci prosegue evidenziando che “ci sono principi che dovrebbero valere sempre. Compagno Russo Spena, 20 anni fa alla Camera (c'ero anch'io) votasti contro la richiesta di arresto per l'allora ministro De Lorenzo, che non passò per due voti. E ora non una virgola, non una parola su di un caso, su dei compagni sicuramente vittime di un accanimento senza precedenti per politici e amministratori (58 giorni di galera senza che nessun tribunale abbia espresso condanne): da ipergarantista per De Lorenzo (e tutti sapevano chi era) a neo forcaiolo e giustizialista nei confronti di Goracci e degli amministratori comunisti di Gubbio? C'è qualcosa di strano. O forse tutto si spiega più facilmente così: quando c'è da eliminare qualche figura scomoda, che infastidisce, che ha dalla sua, guarda caso siamo nel campo della politica, il consenso, ogni forma, ogni modo va bene, ma i comunisti non si eliminano facilmente, quello che si fa scomparire è la credibilità della politica. E come i fatti e i risultati dimostrano ve ne è sempre di meno. Un compagno (quando è stato eletto deputato e sindaco non gestiva potere, faceva il maestrino di campagna) e un gruppo dirigente locale che in 20 anni hanno ottenuto, grazie anche alla loro straordinaria città e ai comunisti eugubini, risultati irripetibili perché, quello che in tanti in teoria dicono, partecipazione, coinvolgimento, trasparenza, egemonia nei confronti del Pd, baluardo contro i poteri forti anzi fortissimi, noi lo abbiamo praticato”.
Il consigliere regionale termina sottolineando: “Bel gruppo dirigente regionale e nazionale che non si è mai accorto che aveva a che fare con una banda di delinquenti e malfattori (altro che Riina e Provenzano, tanto da impedirci di vedere gli avvocati per cinque giorni). Non si era mai accorto di niente a tal punto che a febbraio 2010 il partito ha candidato il delinquente Goracci per sfidare i candidati del Pd alle primarie, e poi l'ha candidato capolista alle regionali (nettamente primo degli eletti con la Fds a Gubbio al 25 per cento). Se questi sono i fatti è difficile smentire la lettura che ho dato: sarà il caso di riflettere e ancor più fare un approfondito esame di coscienza personale e politico”. RED/mp
