POLITICA: “FABRIANO È GIÀ IN UMBRIA, UN REFERENDUM SAREBBE INUTILE” - PER SMACCHI (PD) LA NUOVA VIABILITÀ GARANTIRÀ SERVIZI E SVILUPPO ANCHE ALLE AREE MARGINALI

Il consigliere Andrea Smacchi (Pd) interviene in merito all’intervista in cui il presidente di Confcommercio Fabriano avrebbe lanciato l’idea di un referendum per far entrare la città marchigiana in Umbria. Per Smacchi si tratta di “una provocazione inutile e anacronistica, in quanto ormai nella erogazione dei servizi si ragiona e si programma in un'ottica di macroregione e di area vasta”.

Data:

14 Mag 2018 17:15

Tempo di lettura:

1 minuto, 27 secondi

(Acs) Perugia, 14 maggio 2018 - “Appare inutile e anacronistica la provocazione fatta dal presidente di Confcommercio Fabriano, in quanto ormai nella erogazione dei servizi si ragiona e si programma in un'ottica di macroregione e di area vasta. Solo in questo modo i territori e le città più marginali delle nostre due piccole regioni potranno avere dei vantaggi a livello di investimenti e di servizi”. Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Smacchi (Partito democratico) facendo riferimento “all'intervista del presidente della Confcommercio di Fabriano (https://tinyurl.com/referendum-fabriano), il quale ha lanciato l'idea di un referendum popolare da attivare tramite una raccolta di firme per far esprimere i cittadini del Fabrianese sull'intenzione di rimanere nelle Marche o di passare in Umbria, a causa del progressivo depotenziamento dell'ospedale di Fabriano, della perdita del tribunale, dei tanti sportelli chiusi negli ultimi tempi”.

“Credo - continua Smacchi - che con l'imminente apertura dell'intero tratto della Perugia - Ancona i rapporti tra Marche e Umbria potranno migliorare in maniera esponenziale creando tutti i presupposti per una maggiore integrazione tra territori orograficamente molto simili e creando le condizioni per servizi sempre più di qualità al di là dei confini amministrativi. È inoltre importante ricordare - conclude Andrea Smacchi - come le Regioni Umbria e Marche siano in prima fila nella richiesta al Governo di maggiori forme e condizioni di autonomia economica, fiscale e legislativa su materie di fondamentale importanza per lo sviluppo dei nostri territori e per la qualità dei servizi quali: la tutela del paesaggio e dei beni culturali, il sistema della formazione e dell'istruzione, la gestione della sanità, la prevenzione sismica e le infrastrutture”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 14/05/2018