(Acs) Perugia, 14 maggio 2018 - “Appare inutile e anacronistica la provocazione fatta dal presidente di Confcommercio Fabriano, in quanto ormai nella erogazione dei servizi si ragiona e si programma in un'ottica di macroregione e di area vasta. Solo in questo modo i territori e le città più marginali delle nostre due piccole regioni potranno avere dei vantaggi a livello di investimenti e di servizi”. Lo dichiara il consigliere regionale Andrea Smacchi (Partito democratico) facendo riferimento “all'intervista del presidente della Confcommercio di Fabriano (https://tinyurl.com/referendum-fabriano), il quale ha lanciato l'idea di un referendum popolare da attivare tramite una raccolta di firme per far esprimere i cittadini del Fabrianese sull'intenzione di rimanere nelle Marche o di passare in Umbria, a causa del progressivo depotenziamento dell'ospedale di Fabriano, della perdita del tribunale, dei tanti sportelli chiusi negli ultimi tempi”.
“Credo - continua Smacchi - che con l'imminente apertura dell'intero tratto della Perugia - Ancona i rapporti tra Marche e Umbria potranno migliorare in maniera esponenziale creando tutti i presupposti per una maggiore integrazione tra territori orograficamente molto simili e creando le condizioni per servizi sempre più di qualità al di là dei confini amministrativi. È inoltre importante ricordare - conclude Andrea Smacchi - come le Regioni Umbria e Marche siano in prima fila nella richiesta al Governo di maggiori forme e condizioni di autonomia economica, fiscale e legislativa su materie di fondamentale importanza per lo sviluppo dei nostri territori e per la qualità dei servizi quali: la tutela del paesaggio e dei beni culturali, il sistema della formazione e dell'istruzione, la gestione della sanità, la prevenzione sismica e le infrastrutture”. RED/mp