POLITICA: “DOPO CHE SONO VOLATI GLI STRACCI CON LE DIMISSIONI, L'ASSESSORE ALLA SANITÀ RIENTRA IN GIUNTA: IL CAMBIAMENTO È GIÀ FINITO" – NOTA DI RICCI (RP)

Il consigliere regionale Claudio Ricci (RP) commenta la notizia del “rientro in Giunta dell'assessore alla sanità” e ritiene che nella partita che ha visto di fronte in questi mesi la presidente Marini e il dimissionario Barberini (PD) “hanno perso i bocciani costretti a chinare il capo visto che il dirigente massimo alla sanità, oggetto di conturbazioni e guerre notturne, rimane al suo posto, 'vivo più che mai'.

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30 Giu 2016 11:15

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(Acs) Perugia, 30 giugno 2016 - "Prendo atto del rientro in Giunta regionale dell'assessore con delega alla sanità rilevando che, visto il permanere del dirigente apicale alla sanità regionale, l'elemento cioè che aveva causato le dimissioni, il cambiamento annunciato non si è determinato, con l'Umbria destinata ad un lento declino. Come confermato dallo scivolamento al  decimo posto, fra le regioni italiane, per i famosi Lea (Livelli essenziali di assistenza)”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci (RP)  commenta il rientro nell'Esecutivo dell'assessore Luca Barberini (PD).

“Consentiteci di utilizzare un po' di leggerezza 'estiva' – aggiunge Ricci - anche se l'argomento è politicamente molto serio e con la salute dei cittadini bisogna essere concreti anziché perdere mesi e mesi, in attesa che si consumassero lotte di potere, fra componenti, della ormai fragile maggioranza. Certamente ora, dopo che sono volate parole aspre o, meglio, gli stracci, stiamo per vedere il classico 'vitello grasso' che sancisce la pace fatta".

Ricci avverte che gli umbri sono un "popolo mite ma, come si dice, non fate mai inquietare i buoni perché potrebbero diventare molto ostici. Ovviamente hanno perso i bocciani costretti a chinare il capo visto che il dirigente massimo alla sanità, oggetto di conturbazioni e guerre notturne, rimane al suo posto, 'vivo più che mai'. In questa vicenda da fine impero – aggiunge -, con il ,tutti contro tutti che finisce nel classico, 'tengo famiglia', resta la nobiltà persa che un tempo si associava alla politica. Ma, forse – conclude - , dell'arte nobile della politica (che dovrebbe essere una missione) dopo questo episodio rimane poco se non un 'vitello grasso da cucinare. Ci sia scusata, ma concessa, l'ironia”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 12/10/2016