(Acs) Perugia, 12 febbraio 2014 - “Non si può che accogliere favorevolmente il superamento delle Unioni speciali dei Comuni proposto dalla Giunta regionale. È però necessario rivedere l'impianto delle autonomie dell’Umbria e della gestione dei servizi una volta per tutte, evitando sovrapposizioni che rendono difficili, se non impossibili, i processi di semplificazione e quelli di gestione territoriale. Rivendichiamo ovviamente il fatto di esserci sempre opposti alle Unioni speciali dei Comuni anche in sede di approvazione della legge, perché evidenti doppioni di quelle ordinarie previste nell’ordinamento statale”: sono le considerazioni del consigliere regionale del gruppo Fratelli d'Italia, Andrea Lignani Marchesani, sulle decisioni della Giunta in merito alle Unioni dei Comuni.
“I fatti – spiega Lignani - ci stanno dando ragione, ma rimaniamo dell’idea che la gestione del sociale e della sanità in ambiti fu creata ad hoc per limitare l’autonomia gestionale dei Comuni amministrati dal Centrodestra. Rimane il fatto che la semplificazione è lungi dall’essere attuata e, ad oggi, ci si deve districare in un groviglio normativo che spesso trova in conflitto la normativa statale e regionale. Pensiamo, ad esempio, alle defunte Comunità montane, che continuano ad operare anche come Enti erogatori di fondi a manifestazioni di natura turistica ed enogastronomica, oltre che garantire stipendi ad ex presidenti nelle vesti di commissari liquidatori. Pensiamo anche e soprattutto ai superati ed abrogati Ambiti territoriali integrati, che continuano a riunirsi, soprattutto per quanto concerne la gestione dei rifiuti, lasciando nel dimenticatoio il neo-costituito Ambito unico di gestione regionale. È bene chiarire che il problema della governance non è solo legato all’occupazione di eventuali ruoli apicali, ma ha uno stretto collegamento con i Piani strategici regionali, primo fra tutti quello dei rifiuti, e sulla futura gestione dei Fondi europei”.
“Non vorremmo – conclude - che, superato il problema che a gestire i servizi siano Comuni non omogenei dal punto di vista politico (e su questo si farà chiarezza il prossimo 25 maggio), si volesse permanere in questo stato di confusione gestionale per evitare controlli stringenti di trasparenza sulle partite imminenti dei bandi europei e delle gare per i servizi”. RED/pg
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