PARITÀ DI GENERE: “RISCHIO DI UNA DERIVA GENDER CHE DISTORCE FAMIGLIA E VALORI” - PER LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “IN PIENA ESTATE SI VOGLIONO APPROVARE LEGGI IDEOLOGICHE CHE MINANO L’IDENTITÀ DELL’UMBRIA”

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) invita tutti i colleghi che “non intendono sottostare ad una vera e propria dittatura culturale che stravolge il diritto naturale” a far “naufragare” i disegni di legge in materia di identità di genere. Secondo Lignani Marchesani, con la “scusa del Rendiconto di bilancio” da approvare entro fine luglio, la Giunta di Palazzo Donini vorrebbe “una vera e propria 'maratona gender'.

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18 Lug 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 18 luglio 2014 - “La scusa è il 'Rendiconto di bilancio' che, dopo le bacchettate della Corte dei Conti, deve essere tassativamente approvato entro il 31 luglio. Secondo la Giunta regionale, se preventivamente non verrà approvata una delirante legge sulla 'parità tra generi' si perderanno importanti finanziamenti statali in materia”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I), denunciando “una vera e propria 'maratona gender' per approvare non solo la predetta legge, ma anche altre norme amene su 'discriminazione sessuale ed identità di genere'. Il tutto, in piena estate ed alla chetichella, evidentemente per non disturbare troppo le autorità ecclesiastiche e per non stimolare una riflessione oggettiva, sempre difficile sotto il solleone”.

Lignani Marchesani spiega che “in realtà non si dovrebbe nemmeno parlare di leggi ma di veri e propri manifesti ideologici, in cui si promuovono convegni e manifestazioni culturali da un lato e si finanziano presunti centri antiviolenza dall’altro, con evidenti sovrapposizioni a parità già previste dalla Costituzione, nonché contraddizioni con altre leggi in materia (ad esempio le 'case rifugio' confliggono con la normativa che prevede invece l’allontanamento dall’abitazione del coniuge violento). Ma la vera perla – aggiunge il consigliere regionale di opposizione - sta in un disegno di iniziativa consiliare, messo anche questo a rapido ordine del giorno, promosso da colleghi del Partito democratico (anche di area cattolica) che prevede una sorta di certificazione gay friendly da parte delle aziende, che saranno sottoposte a sanzioni se risulteranno in fallo secondo l’inappellabile giudizio di associazioni gay”.

Andrea Lignani Marchesani conclude rilevando che “il passo verso il delirio normativo è breve. L’appello è a tutti i consiglieri che non intendono sottostare ad una vera e propria dittatura culturale che stravolge il diritto naturale: facciamo naufragare questi disegni di legge. O, quanto meno, rimandiamone la discussione e si consentano momenti più liberi e più approfonditi di riflessione”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 18/07/2014